È cresciuto tra testi di anatomia e quadri di Guttuso, il pluri onorificato professor Marco Moraci direttore della Medical Aestetic Spa del Capri Palace. Figlio di un neurochirurgo e nipote di artisti; il nonno ha affiancato per anni il grande maestro i cui bozzetti erano in giro per casa, fin da bambino ha respirato tra queste realtà che lo hanno condotto verso quella che oggi è la sua professione.
“La scelta di fare il chirurgo plastico è stata molto naturale perché forse inconsciamente volevo coniugare queste due realtà che incarnano il conetto di bellezza e in cui sono cresciuto, affascinato dall’idea di poter modificare e plasmare i corpi”.
Professor Moraci, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica di respiro internazionale, si racconta partendo dagli esordi.
“Sono siciliano anche se cresciuto a Napoli poiché mio padre, Aldo, vinse la cattedra di neurochirurgia all’Università di Napoli. Noi siciliani abbiamo comunque un forte legame con la nostra terra, manteniamo infatti ancora la casa di famiglia alle isole Eolie e tengo molto a tramandare ai miei figli questa tradizione. Ho studiato a Napoli e poi la specializzazione a Roma all’università di Tor Vergata ma, al terzo anno, mi trasferii a Londra, per uno stage di sei mesi, poi per altri sei mesi, e così di sei mesi in sei mesi sono trascorsi dodici anni. A ventotto anni ero già primario. Per mio padre è stata una scelta sofferta la mia, voleva che facessi il neurochirurgo, poi gli chiesi di venirmi a trovare per un week end e fu allora che si rese conto di quanto fossi riuscito a fare e, guardandomi negli occhi, mi disse ‘hai fatto la scelta giusta’. A trentuno anni diventai il direttore scientifico di quella che, ad oggi, è ancora considerata la più grande clinica di chirurgia estetica del mondo la Harley Medical Group di Londra e non nascondo che la cosa spesso mi procurava imbarazzo avendo alle mie dipendenze quattordici chirurgi plastici più grandi di me, dovevo infatti gestire altrettante cliniche private in tutto il Regno Unito. Ad un certo punto decisi anche di accettare incarichi a Bruxelles. Vivevo praticamente in viaggio, non stavo mai più di un giorno nello stesso posto, sette su sette, e a trentasei anni avevo saturato tutte le mie velleità professionali, con già 13 mila interventi chirurgici effettuati; avevo praticamente fatto già tutto quello che si poteva fare”.
Ci troviamo alla Capri Medical Aesthetics Spa all’interno del Capri Palace, in un’oasi esclusiva tra le più stimate anche oltreconfine con una clientela internazionale. Da quanto tempo ricopre il ruolo di direttore?
“Conoscevo il Professor Canonaco, grandissimo medico ed ex direttore della Spa e fondatore della ‘scuola delle gambe’ con il quale avevo un rapporto non solo professionale ma anche di amicizia. Intersecandosi le nostre esperienze, sono stato quindi contattato dal direttore del Capri Palace Ermanno Zanini, chiedendomi di apportare nuove metodologie a questa già meravigliosa Spa, mantenendone però le fondamenta, e creando un progetto che potesse abbracciare il vecchio ed il nuovo e di trasformare la Medical Spa in una Medical Aesthetics Spa in cui si pratichi medicina estetica avanzata con tecnologie all’avanguardia e con macchinari di ultimissima generazione. Vantando di una clientela prevalentemente americana e araba, di altissimo profilo internazionale, ho scelto chiaramente delle tecnologie che fossero già conosciute all’estero da questa stessa clientela replicando le scelte fatte già nella mia clinica che ho fondato a Napoli nel 2018, la MM Clinic in via dei Mille”.
Andiamo nello specifico, ci illustri queste nuove tecnologie in termini di bellezza.
“Come le ho accennato mi avvalgo di macchinari innovativi per la cura del viso e del corpo, per la rimozione dell’adipe in eccesso in modo non chirurgico, per la riduzione della lassità cutanea, per la cellulite, per la stimolazione del drenaggio linfatico, per la circolazione. Ecco, ad esempio, per complementare una metodica che propose il Prof Canonaco, la ‘leg school’ ho comprato delle tecnologie che stimolano e drenano maggiormente la circolazione degli arti inferiori meccanicamente, e, in combinazione con la scuola delle gambe è un connubio perfetto. Tanti i macchinari a disposizione della nostra prestigiosa clientela, come Schwarzy per la stimolazione del tono muscolare circoscritto anche in una zona specifica dove si è più carenti o dove non si riesce a svilupparlo con la palestra e ancora Sculpsure, la regina di tutti i macchinari, l’up grade della famosa criolipolisi che agisce con il freddo, questo macchinario invece agisce con il caldo e spacca per apoptosi la membrana degli adipociti e del tessuto adiposo che viene quindi eliminato e drenato attraverso via renale e, in una sola seduta di venticinque minuti, è in grado di ridurre del 25% il tessuto adiposo. Non ultimo il Termage noto a tutte le star di Hollywood e che crea il lifting non chirurgico con una sola seduta l’anno, attraverso la contrazione del viso, della cute, del collo, dei glutei. È presente sul mercato da 20 anni e quella che abbiamo è l’ultima versione, motivo per cui tutte le clienti americane vengono di proposito a farlo qui da noi. Ci siamo spinti veramente oltre come concetto rispetto a quello che rappresentava prima ovvero una Spa con una filosofia olistica; oggi infatti eseguiamo tutta la medicina estetica infiltrativa, dalla biostimolazione filler a base di acido ialuronico, al botox, al rinofiller, insomma tutte le tecniche più avanzate a cui ho chiaramente apportato alcune mie tecniche personali come il liquid lift, di mia invenzione e che pratico da cinque anni, grazie al quale abbiamo il ringiovanimento del volto e del collo attraverso infiltrazioni di diverse sostanze, non solo di acido ialuronico ma anche di botulino e di altre sostanze biostimolanti volte a distendere senza volumizzare il viso ed il risultato è assolutamente naturale. Abbiamo dedicato anche delle tecniche per il ringiovanimento delle mani, per rimpolparle e smacchiarle attraverso infiltrazioni, da qui il nome del trattamento ‘mani di fata’ e, dulcis in fundo, essendo uno specialista in chirurgia plastica ed estetica, ci sono pazienti che richiedono la visita e per pianificare eventualmente un intervento nella mia clinica a Napoli o a Roma e Milano dove opero”.
La chirurgia estetica ha avuto una grande evoluzione nelle tecniche, nei materiali, nei risultati ed è anche maturata nel metodo degli interventi così come sono maturate le pazienti nelle richieste. Cosa è cambiato? In che direzione si sta evolvendo l’approccio del grande pubblico alla chirurgia estetica? Cosa chiedevano prima e cosa chiedono oggi?
“C’è un momento di forte cambiamento nel nostro mondo dovuto al pubblico più giovane, le ragazze infatti che prima si rivolgevano alla chirurgia estetica per modifiche del seno, del naso, oggi vengono da noi a chiedere modifiche importanti dei tratti del viso. C’è quindi una chirurgia molto più sdoganata e più spinta del pubblico più giovane verso trattamenti chirurgici invasivi, anche del volto, e questo francamente lo trovo negativo”.
Le è mai capitato di dire no?
“Mediamente a tre pazienti su dieci dico no; la spinta da parte dei social è troppo forte con immagini irreali, dando una percezione completamente snaturata del mondo ed i giovani subiscono negativamente il fascino di questa falsa perfezione che ha sostituito il concetto di normalità. Prima i modelli di bellezza erano imposti solo dalla televisione che vedevi solo quando l’accendevi, oggi invece sono a portata di mano con i telefonini. La ragazzina di ventuno anni, quindi, è convinta che tutte le persone del mondo abbiano quelle labbra o quegli zigomi. C’è una disconnessione totale con la realtà e noi chirurgi plastici abbiamo il dovere morale di evitarlo. Guai se avallassi una cosa del genere, innescherei un circolo vizioso dal quale ragazzine anche di sedici anni non ne uscirebbero più, e purtroppo mi sono capitate anche adolescenti accompagnate da madri infastidite dal mio rifiuto nel voler assecondare la loro vanità”.
Modificare quello che la natura crea, massaggia l’ego?
“Se la natura crea male perché no. Se nasco malformato e un chirurgo plastico e questa disciplina mi possono aiutare perché no. È una scienza medica che, se fatta con etica, può risolvere non solo un difetto fisico ma anche dare un beneficio psicofisico. Affinché un intervento possa dirsi riuscito, il miglioramento non deve essere solo oggettivo di un difetto estetico ma deve toccare la condizione psicofisica. Se il paziente resta comunque depresso, con deficit di autostima e continua a non accettarsi, considero quell’intervento un fallimento, vuol dire che non ho fatto una corretta anamnesi prima, operando la persona sbagliata, perché il vero difetto non era fisico ma interiore; ecco i casi in cui il chirurgo dovrebbe confrontarsi con uno psicologo per l’anamnesi dell’anima”.
La sua è una figura dirigenziale con la responsabilità globale sull’attività e sull’organizzazione in generale, secondo lei in cosa raggiunge la sua massima espressione la Medical Aesthetics Spa?
“Sia nell’effettiva presenza di una variante di trattamenti e tecnologie super avanzate, che sfido molte Spa al mondo ad avere, e su questo dormo sereno perché so di cosa parlo, ma anche perché Capri è Capri. Quest’isola è iconica e a regnare è un concetto di bellezza altrettanto iconico e altissimo che trova le sue radici negli anni ‘60 con la dolce vita, madre di un fascino che, ancora tutt’oggi, le persone da tutto il mondo subiscono. Quindi l’idea di associare la bellezza con la Medical Aesthetics Spa è vincente di suo”. Professore, quale il ruolo che meglio le si addice, quello più comune di direttore o quello, in una veste più informale, da padrone di casa? “Sono una persona riservata, ma qui mi sento a mio agio, e ciò mi permette di lavorare bene. Amo Capri per tanti motivi, per i legami affettivi e la possibilità di esercitare la mia professione, nutrita costantemente dalla mia esperienza, è una cosa a cui tengo particolarmente. Che mi piaccia o no, devo dirigere diciannove persone che collaborano con me, per cui devo esercitare il ruolo da direttore; il passaggio da Medical Spa a Medical Aesthetics Spa ha richiesto da parte mia, in questi mesi di preapertura, la formazione teorica e pratica del personale”.
L’aspetto più delicato del suo lavoro?
“La responsabilità che senti quando una persona ti guarda negli occhi e ti dice ‘dottore io mi affido a lei’ e viene in sala operatoria con te e dove quel ‘mi affido a lei’ non è inteso solo come ‘spero che l’intervento vada bene’, ma è da intendersi come ‘affido a lei la mia rinascita, la voglia di cambiare, di percepire il mio corpo diversamente e di sentirmi più appagato con me stesso’. Oltre questo anche quella della formazione dei più giovani; avverto un po’ di arroganza ed essere medici, invece, richiede tanta umiltà. Continuo ad aggiornarmi, a preoccuparmi, ancora oggi credo che ogni cosa che faccio la possa far meglio, sono un perfezionista, studio la notte un intervento e tutti gli anni, per almeno 5 volte, parto per l’estero per formarmi. Sento la responsabilità di trasmettere questa voglia di imparare ma anche la disponibilità al dialogo che bisogna sempre avere; un medico presuntuoso è un medico pericoloso. E tutto questo me lo ha insegnato mio padre”.
Che cos’è per lei la bellezza?
“Le rispondo con una frase di Dostoevskij: ‘la bellezza salverà il mondo’ e lo farà in termini di sensibilità d’animo, la bellezza dei sentimenti, saper cogliere tutto ciò che è bello che sia fisico o che sia emotivo. Vivere solo emozioni eleganti”.
E parlando di eleganza, vogliamo ricordare quanto Capri sia stato da sempre un punto fermo nella sua vita?
“La prima volta che ho messo piede sull’isola ero bambino, venivo qui in vacanza ed i miei genitori erano molto amici di Bruno Acampora e Carmen Cacace con cui spesso si andava alla Fontelina o in giro in barca. Nonostante avessimo casa alle isole Eolie e nonostante qui, invece, non ci fosse una casa di famiglia, la frequentazione a Capri è stata sempre assidua, un richiamo costante. Qui ho conosciuto anche mia moglie Veronica Maya, grazie ad Ermanno Zanini proprio al Capri Palace; dopo qualche mese, si trasferì da me a Londra e da questo grande amore sono nati Tancredi, Riccardo e Katia. Oggi Capri è anche il luogo dove lavoro, è un fermento di emozioni, una sfida che mi stimola tanto avendo la possibilità di tessere relazioni di profilo altissimo; la clientela che c’è qui è difficile che capiti altrove, persone che hanno un profilo culturale e uno standing molto alto, esigenti anche da un punto di vista di professionalità, opportunità questa con un valore ineguagliabile”.