Tutto ha il profumo di una bellissima poesia

Nessuno nella sua famiglia è un medico, quindi nessuno che l’abbia anche lontanamente influenzata ma, sicuramente, i genitori l’anno sempre sostenuta, seguita e accompagnata verso la conoscenza e la passione per questa materia, talmente forte che, quando era al liceo, già immaginava di indossare il camice bianco. Così, in giovanissima età, la partenopea Antonella Orlando si laurea in biologia conseguendo poi la specializzazione in nutrizione. Ad affiancare questa vocazione che la spinge ad intraprendere gli studi di medicina è anche la predisposizione nell’aiutare il prossimo, e lo fa con il sorriso negli occhi e nel cuore. Da 15 anni si occupa di prevenzione alla malnutrizione e counseling nutrizionale.

Dottoressa quanto è grande allora questa passione? 

Enorme, posso dire di essere nata per aiutare il prossimo, per essere accanto al prossimo e ai bisognosi e le assicuro che spesso non è sempre facile, dovendomi scontrare con delle realtà così forti, seguendo i malati oncologici assegnando loro schemi nutrizionali adeguati fino alla valutazione di schemi di nutrizione artificiale, e seguendo i pazienti dalla fase iniziale della terapia, effettuando una prima valutazione e monitorandoli durante il percorso per evitare accumuli di grassi (tipici delle pazienti affette da tumore alla mammella) o cachessie neoplastiche (tipiche di pazienti affetti dai tumori del tratto gastrointestinale o colon o polmonare oppure nelle fasi post-operatorie) fino alle dimissioni e poi nei follow-up successivi. Sono dedicata a divulgare la corretta alimentazione su vari livelli: primario ossia attraverso il progetto scolastico “Scuole Promotrici di Salute”, secondario sostenendo ambulatori dedicati, ai quali giungono pazienti con diagnosi precise e li educo ad una corretta alimentazione e ad un sano stile di vita e terziario, con il mio lavoro di counseling nutrizionale dedicato ai reparti ospedalieri. Inoltre, sostengo la Società Italiana Contro l’Obesità e seguo i pazienti durante il loro percorso dalla fase motivazionale fino alla valutazione e poi al post-operatorio.  Mi ricordo singolarmente di tutti i pazienti e tutti li chiamo per nome, la mia dedizione è un dono e ne sono grata”.

Quali sono le domande che le fanno più frequentemente? 

I pazienti arrivano carichi di domande del tipo ‘qual è il mio peso ideale, come devo fare per perdere chili, per aumentare la massa muscolare o per eliminare qualche centimetro di troppo’  ma anche ‘quali alimenti devo evitare durante il percorso chemioterapico’ oppure ‘come contrastare la cachessia neoplastica’ e tante altre,  ed io cerco di gestirli con molta naturalezza, mettendo in pratica counseling motivazionale e nutrizionale, li rassicuro, li educo e  li calmo così iniziano a fare un outing di tutti i loro pensieri negativi e una maggiore accettazione di ciò che è la loro reale condizione nutrizionale, clinica ed insieme si affronta il percorso e talvolta il problema. Bisogna trovare sempre una motivazione: curarsi mangiando e curarsi per vivere meglio perché tutto ciò che sei e sarai dipende da ciò che si introduce dall’esterno: corretta alimentazione, corretta idratazione e corretta ossigenazione”.

Qual è il discorso in termini di nutrizione a cui tiene particolarmente? 

Vorrei lanciare un messaggio a tutte le mamme, perché quelli che sono bambini oggi, diventeranno uomini e donne domani, ed è fondamentale tenere saldo il concetto di salute, corretta alimentazione e adeguata attività fisica e modulare ciò che è alla base della crescita. La piramide alimentare è un’immagine molto semplice ma che andrebbe messa sui quaderni, e sarebbe giusto che venisse inserita la scienza dell’alimentazione come materia didattica nelle scuole sia primarie che secondarie. Per la malnutrizione, sia in eccesso con l’obesità che in difetto con l’anoressia e bulimia, i fattori scatenanti provengono sempre da un rapporto sbagliato con la società, il non essere accettati, l’essere bullizzati, ed errati stereotipi pubblicizzati ormai già da anni. Spesso il mio è un lavoro di equipe, camminando di pari passo con psicologi e altri medici specialisti perché sono situazioni estremamente delicate”. 

Oltre a questo delicatissimo aspetto del suo lavoro, volendo andare nel pratico? 

Eseguo test per le intolleranze alimentari su base genetica per la ricerca di 600 alimenti, test di intolleranza al lattosio, predisposizione al morbo celiaco, e test genetici di nuova generazione, come prelievo del capello e tampone salivare. Seguo studi di ricerca accademici sul Microbiota Intestinale e la ricerca delle sue alterazioni sulle quali poi stilo diete personalizzate. Ho, inoltre, una mia linea di prodotti ‘Auxilia Optima’, dalle mie iniziali, sono integratori alimentari, ausilio per il drenaggio dei liquidi corporei in eccesso e attivazione del metabolismo dei lipidi. Nei miei studi privati seguo tutti, dalla donna gravida o in allattamento, dal bambino all’adolescente in fase di crescita, allo sportivo”.

Sposata con Francesco Cesaro imprenditore nel settore medicale con la sua azienda Intermedical e madre di Mariateresa di nove anni e Raffaele Maria di sette, come fa Antonella a conciliare vita affettiva con quella lavorativa? 

Ci provo perché sono una sognatrice, positiva, ed una grande amante di tutto ciò che è bello. Mi sento appagata quando mi dedico agli altri e ogni volta mi chiedo ‘ce la farò?’, e alla fine ce la faccio sempre perché è così che deve essere. Mi reputo molto, ma molto fortunata perché ho una splendida famiglia e mi sento realizzata nei miei affetti e nella mia vita lavorativa, non tutti, infatti, riescono a svolgere il lavoro per il quale si sentono portati e che amano. Forse il segreto è l’amore, per questo riesco a fare tutto. Spesso mi spendo per gli altri, e lo faccio attraverso la preghiera, la vita è un dono e l’amore in un modo o nell’altro torna sempre indietro, donando e non pretendendo di ricevere, al mattino mi alzo con entusiasmo perché so che durante il percorso della mia giornata incontrerò fratelli o sorelle al quale dedicare il mio tempo, il mio sapere o anche dedicare un sorriso, un abbraccio o una carezza”.

Oltre a prestare servizio in ospedale lei ha anche due studi privati, uno a Napoli e uno a Capri. Come mai la scelta di essere presente anche sull’isola azzurra? 

Capri è la mia seconda casa, e la scelta di aprire anche uno studio qui è dettata da grande affetto, la frequento da venti anni e la prima volta sono venuta con Francesco, oggi mio marito all’epoca il mio fidanzato. Con gli occhi freschi di un’adolescente arrivavo a Capri con il cuore innamorato e ogni volta desideravo ritornarci perché tutto aveva il profumo di una bellissima poesia. Ricordo che da Sopramonte, da dove ci affacciavamo, ad ogni angolo c’era una musica di sottofondo con dei fiori illuminati da una luce sognante che facevano da sfondo alle nostre serate capresi

Capri è…? 

Bellezza, Capri è bellezza 365 giorni l’anno, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, dove i timidi raggi di sole riscaldano le nostre lunghe e lente passeggiate fatte in silenzio e con la calma, e tutto sembra fermarsi”. 

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