Il duo musicale napoletano Mr. Hyde è composto da Ludo Brusco e Rudy Brass, la loro bravura sta nel rimodulare canzoni già conosciute al grande pubblico in ritmi completamente nuovi, delle cover praticamente, ma loro sono molto di più. Ad unirli infatti, oltre l’immensa passione per la musica, è un’amicizia consolidata da quarant’anni che, proprio il prossimo anno, onoreranno con un grande concerto in teatro. Ludo, lei è figlio d’arte, suo padre musicista ed autore, ha sempre sostenuto e supportato questa sua inclinazione che ha scoperto di avere sin da piccolo.
“Grazie a mio padre, che purtroppo ora non c’è più, mi sono avvicinato al mondo della musica e con Rudy intorno ai sedici anni abbiamo iniziato con i primi accordi. La sua musica era meno commerciale rispetto alla nostra, era davvero una bella penna ed è stata una grande scuola per me”.
Cosa ha spinto ad unire i vostri talenti, la voglia di fare, di riuscire, una sorta di riscatto sociale o un amore smisurato nei confronti della musica?
“Entrambe le cose, l’amore per la musica sicuramente è stato più vivo, il motore della nostra vita, ma anche la voglia di riscatto ha contribuito. Veniamo dai Quartieri Spagnoli, un quartiere di Napoli caratterizzato da un elevato rapporto tra popolazione e densità edilizia ma che, nel tempo, ha avuto un’evoluzione antropica fino a diventare oggi un luogo folkloristico che accoglie milioni di turisti. In tutto questo scenario volevamo conquistare un pezzettino di spazio tutto nostro, e credo che ci siamo riusciti”.
E direi proprio di si considerando che avete fondato anche un’etichetta discografica.
“La 10 Records, con la quale sono stati prodotti tutti i nostri singoli e abbiamo, inoltre, dato vita ad una scuola di canto e di musica dove tutti possono accedere, non solo a quei ragazzi che possono permetterselo ma anche a coloro che hanno meno possibilità, e le possibilità allora gliele diamo noi. Quando abbiamo iniziato, se qualcuno ci avesse aiutato, sarebbe stata veramente una manna scesa dal cielo. Oggi questa possibilità vogliamo darla noi”.
Avete debuttato anche al teatro Augusteo, un progetto tanto desiderato quello del concerto teatrale ‘Ammore’, possiamo dire quindi che a volte i sogni si realizzano?
“Abitavamo ai Quartieri Spagnoli e da qui, scendendo delle scale, ce lo trovavamo proprio di fronte. Un teatro, l’Augusteo, che ha accolto grandi personaggi e, quando eravamo ragazzini, il nostro gioco era quello di infilarci li di nascosto per guardare le prove che facevano questi grandi artisti e mai avremmo immaginato di trovarci un giorno su quello stesso palco. È stato incredibile. Mi sembra di vederci, in silenzio, incantati, senza dare fastidio, avremmo avuto sui dodici anni e, invece di giocare a pallone, rubavamo i sogni”.
E quali sono i sogni nel cassetto, quelli che ancora non avete tirato fuori?
“Continuare a vivere di musica, questo è un sogno perché vivere di quello che ti piace fare è un privilegio e desideriamo farlo durare il più a lungo possibile. Il legame con la musica è amore”.
E parlando di amore non possiamo non ricordare quella che per eccellenza è l’isola dell’amore, Capri
“Di Capri ne sono innamorato, ci sono stato diverse volte e sempre, al rientro a Napoli mi si stringeva il cuore perché quest’isola è un mondo a sé. Tante le cose che mi legano a questa terra e tra queste, musicalmente parlando, anche una collaborazione con il grandissimo maestro Peppino di Capri autore della famosa canzone ‘Roberta’ della quale abbiamo fatto una cover”.
Com’è avvenuto l’incontro con Peppino di Capri?
“Con Rudy facevamo un programma alla radio, CRC Targato Italia dove il grande maestro venne come ospite e, d’istinto, mi venne di dirgli ‘Peppì abbiamo fatto un pezzo su una tua canzone’. Era una bugia e lui, non potendo immaginare che non fosse vero, rispose ‘Bene allora domani me lo fate ascoltare’. Tutta la notte io e Rudy la passammo a lavorare completamente, senza chiudere occhio e il giorno dopo, quando glielo facemmo sentire gli piacque talmente tanto che decise di produrlo personalmente”.
Il 31 agosto avete cantato con Andrea Sannino e Fabrizia Salvia alla Certosa di San Giacomo di Capri, è stato un grande successo.
“Siamo stati veramente onorati di aver cantato su un palco che ha visto esibirsi i nomi più importanti del panorama musicale italiano e non, è stato tutto perfetto, tutto magico. Non nascondo che, inizialmente, avevo un po’ di fermento ma, conoscendo i capresi che sono persone splendide, ero sicuro che saremmo stati accolti con grande affetto, cosa che è accaduta. Abbiamo cantato l’amore, abbiamo raccontato l’amore, abbiamo respirato l’amore in una notte magica di fine estate sotto un cielo di stelle e la Certosa, è stata una cornice perfetta”.
La cosa più importante per lei?
“La famiglia e i miei figli, Syria di quindici anni e Giuseppe di tredici, che porta il nome del mio papà. Non dobbiamo dare nulla per scontato e, ogni giorno, quando ci svegliamo ed è tutto tranquillo, anche solo questo dovrebbe avere un valore immenso, perché non a tutti la vita regala tranquillità. Una frase racconta ‘ero felice e non lo sapevo’, e noi dovremmo invece ripeterci ‘sono felice e lo so’”.