Luogo di sogni e spensieratezze

Il viso e lo sguardo sono quelli di una persona appagata, soddisfatta di quanto fino ad oggi è riuscito ad ottenere dalla vita. Ed infatti è proprio così e se gli viene chiesto quali sono i progetti per il futuro, Gregorio Acampora, titolare del ristorante ‘La Piazzetta’ a Marina Piccola, risponde che i progetti prefissati li ha realizzati tutti e l’unico desiderio è quello di godersi la nipotina Cloe, regalo di suo figlio Luigi che da qualche anno porta egregiamente avanti l’attività di famiglia dove a collaborare c’è anche la sua compagna Benedetta e la madre Alessandra, tanto che oggi il ristorante si chiama ‘La Piazzetta da Gregorio e Luigi’, dove una cucina dai sapori mediterranei viene incorniciata da una vista emozionante sui Faraglioni. Aperti quasi tutto l’anno e in estate sia a pranzo che a cena.

Gregorio come ha iniziato?

“Avevo nove anni quando, con l’apertura dell’hotel Luna, ho iniziato a lavorare durante il periodo estivo appena finita la scuola, come ‘ragazzo di portineria’. All’epoca era una cosa normale che, durante l’estate, tutti i ragazzi prestavano servizio presso le strutture ricettive come aiutanti, senza sbrigare grosse mansioni, dove l’intento infatti era quello di tenerci impegnati ed istruirci al mondo del lavoro. Sembravo un piccolo pinguino con indosso una divisa bianca e andavo a prendere i clienti in piazza e li conducevo in hotel, la stessa cosa facevo con i giornali che prendevo la mattina. Qualche volta mi occupavo di rispondere al telefono, un sistema a centralino con tutti gli spinotti. Tutto questo per quindicimila lire al mese ma, fondamentalmente, non facevo nulla, era per avere un impegno e oggi devo ringraziare i miei genitori che mi hanno fatto fare questa esperienza insegnandomi anche il senso del dovere. Per motivi di studio poi, all’età di quindici anni, mi sono trasferito in Svizzera a Montreux, rimanendoci per sedici anni. Ho frequentato la scuola di hotellerie ed è stato un periodo bellissimo nonostante le difficoltà, non facile considerando che ero solo. Per i primi cinque anni venivo in Italia solo per un mese l’anno in estate, successivamente ho iniziato a venirci per tutto il periodo della stagione estiva lavorando a La Canzone del Mare, lo stabilimento balneare a Marina Piccola. Ognuno di noi ha degli obiettivi, il mio è stato sempre di voler fare per me stesso ciò che facevo per gli altri, mettermi in proprio con una mia attività vista l’esperienza maturata nel tempo e così, dopo averlo gestito per ventidue anni, nel 2000 precisamente, avevo quarant’anni, ebbi l’occasione di rilevare il ristorante ‘La Piazzetta’ ed oggi, mio figlio Luigi ha completamente preso in mano le redini di tutta l’attività. È molto bravo e mi somiglia tanto anche se, qualche volta, il confronto acceso è inevitabile essendo di un’altra generazione”.

Com’è cambiata Capri nel tempo?

“Era un’altra isola. A mio parere questa è sempre stata un’isola benedetta, fortunatissima. Prima era un altro mondo e un altro modo di fare. Qui, qualsiasi cosa hai voglia di realizzare puoi riuscirci. L’isola è cambiata perché sono cambiati i tempi, è un processo fisiologico. Il turista per noi è sempre stato sacro ma prima c’era una forma di rispetto diversa, a noi ragazzini ad esempio era vietato passare per la piazza per non disturbare i turisti. In una cosa non è cambiata, Capri è stata ed è l’isola più bella del mondo, luogo di sogni e spensieratezze e a rubarti il cuore sono i suoi piccoli angoli di paradiso, i suoi scorci, e tutte le sfumature di blu di cui è capace il suo mare”.

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