Ho amato quest’isola dal primo momento

Cinzia Cinotti è una donna elegante ed imperativa con un sorriso che non ha bisogno di molte parole perché è l’espressione di un perfetto equilibrio tra gentilezza e risolutezza, forza e garbo. La passione per la moda inizia ad accarezzarla quando, per la sua prima figlia Ludovica, crea un costumino da bagno molto grazioso tanto che una sua amica le chiede di poter esporre qualche modello nel suo negozio a Pescara. Il risultato? In pochi giorni tutti i pezzi venduti. Decide quindi di dar vita e concretezza a quest’arte creando prima ‘Piccola Ludo’ e in un secondo momento ‘Lavi’. Un’azienda, due brand. Con una laurea in scienze politiche e senza nessun tipo di retaggio accademico nel mondo della moda si è lanciata in quella che, se inizialmente aveva il sapore di un’avventura, oggi è una realtà ben consolidata nel cuore di Sulmona con una struttura organica ben definita, sia come ufficio amministrativo sia come azienda produttiva con 15 dipendenti, e con diversi laboratori esterni in varie regioni italiane a cui affidano, avendo molti ordini, tutto il resto della  produzione che non riescono a realizzare internamente. Cinzia in realtà non ha fatto altro che essere in un certo senso, e in una versione più radicata, il proseguimento di quello che avevano iniziato i suoi genitori con un negozio di abbigliamento a Sulmona. Sin da piccola respira il profumo dei cotoni, delle stoffe, ed infatti i suoi modelli sono tutte fibre naturali e nulla di sintetico. 

Cinzia qual è stata la sfida più importante che ha dovuto affrontare?

Far capire ai miei genitori che questa era la strada giusta per me, credevano che fosse un mio capriccio, mi dicevano sempre ‘perché devi complicarti la vita quando potresti goderti la serenità di quello che già hai?’. Ho impiegato un po’ per farli ricredere ma, oggi, mia madre ha ottant’anni e lavora con me in azienda, gestisce il settore della sartoria e tutte le sarte. Mio marito si occupa di tutto l’amministrativo così, mentre io faccio poesia, lui fa i conti”. 

E parlando di organigramma aziendale, che ruolo hanno le sue figlie? Quanto è madre e quanto è imprenditrice con loro, com’è gestisce il rapporto? 

Le faccio lavorare. Lavinia sta ancora studiando economia e management alla Luiss dove, invece, Ludovica ha terminato gli studi di scienze politiche. Sono molto severa e pretendo tanto. Le mie figlie devono comunque fare nella vita quello che vogliono, auguro loro di essere leggere e serene e di fare sempre e solo quello che piace in modo da farlo bene”. 

I passi più importanti della sua carriera? 

“Sono quelli di acquisizione, anche nell’assumere personale, prendendo degli impegni nei confronti delle famiglie”. 

Il suo concetto di eleganza? 

La semplicità, non mi piacciono le cose che si notano troppo. Nel mio immaginario la donna è ripulita dal superfluo e deve essere notata per la sua natura non per il suo essere ridondante” A cosa si ispira quando disegna? 

C’è una linea giornaliera ma io amo la donna che va in vacanza, spensierata che si concede del tempo, bellissima con i suoi abiti ampi e i cappelli”. 

Progetti per il futuro?  

Tantissimi, vorrei fare delle monomarche ‘Piccola Ludo’ e ‘Lavi’, dei temporary estivi in posti vacanzieri anche perché il mio prodotto identifica quel tipo di vita. Lo scorso anno, ad esempio, ne ho aperto uno alla Canzone del Mare a Marina Piccola a Capri ed è stato un grande successo, come lo è stata la sfilata che ho organizzato in piazzetta questo luglio”. 

E Capri quindi che posto ha nel suo cuore? 

Enorme, ho amato quest’isola dal primo momento, e con affetto ho il ricordo di me da bambina con i pantaloncini capresi proprio alla Canzone del Mare, custode di tanti ricordi di famiglia e dove era nostra abitudine trascorrere le giornate estive. Avendo comprato anche casa, è assidua la mia frequenza sull’isola, adoro andare a mangiare da Eleonora a Villa Margherita o fare gli aperitivi al Rooftop dell’Hotel Luna, ma ciò di cui maggiormente subisco il fascino sono i colori, il giallo dei fiori che si staglia nel blu di un mare blu che più blu non c’è”.

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