“Francesca e Nunziata “… alcune pagine nacquero a capri

Il lungo racconto “di Storia e di storie” e la sua ammaliante autrice rivivono in una nuova, elegante veste editoriale grazie alla Sellerio. Incontriamo Domenico Orsini, attore, autore, regista e sceneggiatore, nonché nipote e braccio destro di Maria Orsini Natale che, davanti allo spettacolo del mare caprese scrisse alcune pagine del libro.

Che significato ha l’affinità culturale che la legava a sua zia e che continua anche dopo la sua scomparsa?

Il rapporto con mia zia non si è mai interrotto. Siamo caratterialmente molto simili, d’istinto continuo a parlare di lei al presente, avevamo le stesse curiosità per la vita, lo stesso concreto modo di rapportarci al presente mantenendo sempre vivi i ponti col passato, e come lei reagisco agli eventi, agli incontri o agli scontri. È sempre lì che mi scruta, quando scrivo al pc o quando afferro un pezzo di carta per appuntare un pensiero, un’espressione, un’emozione, un lemma… è stata zia Maria ad insegnarmi che bisogna impedire a quegli istanti magici di volare via. Lei fermava i guizzi creativi su qualunque spazio si prestasse ad accogliere il suo inchiostro vermiglio. Scriveva sempre e dovunque; ricordo le nostre estati capresi, quando il venticello faceva veleggiare i fogli sui quali, ispirata da quel mare unico, al cospetto dei Faraglioni, scriveva passi del suo più ambizioso progetto: un racconto che fosse testimonianza di un tempo che fu, destinato ai giovani della famiglia perché giungesse ai posteri”.

Era mossa da grande passione, come lei. Qual è stato il suo più grande insegnamento?

Non posseggo il suo background culturale né la sua maestria nel tessere parole, ma quel che so fare lo devo soprattutto a lei. Mi ha insegnato a leggere consigliandomi libri – La Bibbia, in particolare i proverbi, Shakespeare e tanti altri…- è lei che mi ha trasmesso, con un certo compiacimento, l’amore per la scrittura e quei segreti tutti suoi. Frequentavo ancora le medie quando mi consigliò ‘Le vite di dodici Cesari’ di Svetonio, storsi il naso. ‘Leggi…’ mi disse rassicurante ‘Svetonio racconta la storia con i fatterelli!’. Mi aveva confidato il primo dei suoi insegnamenti: nascondere nel fatterello, nell’evento quotidiano, occasionale, un concetto alto, una pagina di storia, un documento magari interessante, ma che mai saremmo andati a leggere di proposito”.

È un grande passo la ristampa di “Francesca e Nunziata”, sua zia avrebbe apprezzato la nuova edizione?

Moltissimo! Francesca e Nunziata hanno sempre camminato con le loro gambe, senza spinta alcuna, e forse cominciavano ad avvertire un po’ di stanchezza. Oggi possono finalmente contare sul valido sostegno della nota casa editrice Sellerio, che ha creduto in questa rinascita, donando all’opera nuova vita nella sua preziosa veste editoriale che sposta l’asse dell’attenzione dall’immagine oleografica di una gouache partenopea al caldo ritratto di due figure femminili, suggestive e complici”.

Rispetto a questa rinascita, qual è il suo sogno nel cassetto in qualità di autore, regista e sceneggiatore?

Francesca e Nunziata può essere letto come una lunga e articolata sceneggiatura, le descrizioni così accurate e vivide evocano subito immagini, sono indicazioni per movimenti di macchina; così come i personaggi, così ben disegnati e vivi, ben si prestano all’interpretazione degli attori. Non a caso Lina Wertmüller ne trasse un film con due mostri sacri del cinema: Sofia Loren e Giancarlo Giannini. Certo la complessità di temi presenti in questo racconto ‘di Storia e di storie’, la riconosciuta unicità del romanzo, e il fondamentale apporto del nostro formidabile agente letterario, Piergiorgio Nicolazzini, alimentano in me sogni di nuovi, luminosi traguardi… ma non si possono svelare i sogni, altrimenti non si avverano!

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