Capri, laboratorio di sostenibilità ed innovazione

Il neoeletto Primo Cittadino dell’isola di Capri, Paolo Falco è anzitutto un medico, specialista in chirurgia generale, in chirurgia oncologica addominale, con un master di secondo livello sia in chirurgia proctologica sia in amministrazione delle aziende sanitarie, ed è stato primario alla Clinica Mediterranea. 

Sindaco, illo tempore, cosa le ha fatto decidere di intraprendere gli studi di medicina? 

“Sono un chirurgo e il mio interesse verso la materia nasce molto semplicemente nell’osservare, amici e persone di mia conoscenza, esercitare la professione; mi misi così d’impegno per raggiungere i risultati anche perché non ho medici in famiglia. Mio nonno era musicista ed è stato il primo violinista di Capri e, con Raffaele Vuotto, è stato fautore di quella che oggi è la piazzetta. Dopo la guerra, infatti, nel ‘48 lanciarono l’idea dei primi tavolini in piazzetta dove le persone potevano accomodarsi nel mentre delle loro esibizioni. La cosa fu talmente importante per l’isola che il belvedere di Piazzetta delle Noci, luogo molto suggestivo da cui si gode di una vista spettacolare sull’isola Li Galli e sulla Costiera Amalfitana, è stato rinominato belvedere Paolo Falco”. 

Attualmente è responsabile della day surgery di Capri e lavora per l’Ospedale del Mare di Napoli dove si occupa di degenza a ciclo breve mentre a Capri ha riaperto la sala operatoria dell’ospedale Capilupi sollevando, così, le condizioni disagevoli in cui riversava l’isola senza un presidio di primo soccorso per le urgenze. La sala operatoria è attiva h24 con un’equipe chirurgica sempre presente che opera le urgenze differibili. È possibile, inoltre, partorire d’urgenza essendo presenti il ginecologo, l’ostetrica ed il pediatra. 

Come è arrivato poi alla politica? 

“Ho sempre prestato molto attenzione e propensione al sociale, ho sempre fatto volontariato e fatto parte dei medici di strada a Napoli, un’associazione no-profit, e sono il responsabile medico della Croce Azzurra di Capri per il trasporto degli ammalati, siamo 48 volontari ed è un servizio importante per l’isola. Per molti anni ho prestato servizio a Ischia, Capri e Procida e questo mi ha dato la possibilità di conoscere perfettamente, le problematiche legate alla sanità pubblica delle isole; da lì ho iniziato a fare ‘politica’, a scrivere sui giornali e promuovere interrogazioni parlamentari, smuovendo qualcosa a Procida ottenendo di illuminare il campo di volo vicino all’ospedale per le emergenze. Dieci anni fa l’ex sindaco Gianni de Martino mi propose di far parte del gruppo politico, ho accettato non venendo eletto di prima battuta nonostante i molti voti, che non furono abbastanza infatti, ma mi diedero la possibilità di divenire suo consigliere delegato alla sanità del Comune di Capri”. 

Quali i consigli a chi vuole entrare in politica? 

“Prima di tutto avvicinarsi alla politica e di farsi una propria opinione soprattutto per i giovani dei piccoli centri. Lasciare il potere per trent’anni sempre alla stessa persona non è una crescita per il paese, e alla classica frase ‘ma lui ha fatto bene’ io rispondo ‘d’accordo, ma la discontinuità, il dissenso, la scomodità hanno una loro importanza, dove non c’è dissenso non c’è democrazia’.  Attaccarsi alle poltrone non serve a niente”.

 E il segreto per ridurre le preoccupazioni e ricevere soddisfazioni? 

“È quello di credere in quello che fai. Accettare anche le critiche e non aver paura di prendere decisioni, a volte anche impopolari, e non pensare che il tuo lavoro debba essere fatto solo per esser rieletto, ma lavorare per il bene pubblico anche con degli errori e anche con delle mancanze”. 

In cosa è diversa Capri rispetto alle altre città del mondo e in cosa vuole sia diversa nel futuro? 

“Capri ha una storia millenaria, lunga ed importante, centro della storia dell’umanità durante l’Impero Romano ed è un posto dove, tutto quello che si fa, diventa immediatamente mediatico anche quando non è realmente importante e, quindi, sfruttando questo naturale aspetto comunicativo, vorrei riuscire a portare  messaggi importanti, uno di questi è concepire Capri come laboratorio di sostenibilità e di innovazione, un punto di incontro per tanti artisti come è accaduto in passato, un’isola con eventi di una certa importanza, ma anche iniziative di divertimento, riscoprire i sentieri; tutto questo è sempre stato fatto ma ora bisogna dare un impulso maggiore. È stato aperto anche il Museo Archeologico alla Certosa di San Giacomo e c’è inoltre una sorpresa da parte della mia famiglia che si è spesa per l’isola, attraverso un’iniziativa personale, ma ancora non posso dire di cosa si tratta. Questa è la Capri del futuro, da vivere tutto l’anno e non solo durante il periodo estivo”.

 Un ricordo che conserva nel cuore e che la lega a questa terra, lo chiediamo ora non a Paolo Falco come Primo Cittadino ma Paolo Falco cittadino di Capri. 

“Ricordo con piacere e commozione le Messe di Natale perché accompagnavo mio nonno, violinista, a suonare in Chiesa. Durante la sera del Santo Natale, puntualmente mi guardava e mi diceva ‘Paolo accompagnami’. Io lo accompagnavo ed ogni volta per me era come un miracolo perché lui, non concordando la sua esibizione, si presentava in Chiesa e con il suo violino e iniziava a suonare”.

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