Capri è tutta bella, unica…

È un inguaribile innamorato dell’isola azzurra, Giovanni Restivo, che a Capri da diversi anni ormai ha punti vendita per l’orologeria di lusso che annovera brand della portata di Patek Philippe e Hublot e di una collaborazione con Audemars Piguet. Preziose boutique a Catania, Taormina, Panarea, Ortigia, Siracusa ed Enna, oltre a Capri, Napoli e Roma sono il portafoglio del bello del gruppo Restivo.

Il Gruppo Restivo è sinonimo di garanzia, un nome di riferimento assoluto, a livello nazionale ed internazionale, del retail network dell’alta orologeria e le sue radici affondano fino al 1922, in quel di Enna, dove il Cavalier Restivo dette avvio all’azienda, nel pieno rispetto delle antichissime tradizioni orafe siciliane, per poi spostarsi, nel 1955 a Catania. Giovanni Restivo, da quarant’anni al timone dell’azienda, coadiuvato dal figlio Francesco, sottolinea: “Restivo nasce principalmente come gioielleria, inizialmente con pochi marchi di orologeria presenti in portafoglio, come Zenith, Longines e Omega, che un tempo erano i nomi di richiamo per gli appassionati di orologi in Sicilia. Il salto vero e proprio verso le ‘lancette’ è avvenuto nel 1985 con l’acquisizione del marchio Patek Philippe e, successivamente, con l’apertura dei negozi di Taormina e Siracusa negli anni 90, località molto gettonate dai turisti. Nel tempo, poi, abbiamo ottenuto la concessione di altri prestigiosissimi marchi, come Audemars Piguet, Breguet e i brand del Gruppo Richemont”. 

Oggi, oltre al negozio principale di Catania, città in cui l’attività fu trasferita nel 1955, il lavoro, ad insegna Restivo, è distribuito su altri punti vendita di cui, in Sicilia a Siracusa, tre a Taormina, uno ad Ortigia ed uno a Panarea, e cinque in Campania tra Capri e Napoli, oltre quello del Lazio a Roma. Tutti ubicati in arterie di primaria importanza, in zone privilegiate per lo shopping, e che vantano in portafoglio i più importanti brand delle maison orologiere. A tal proposito, esclusivamente per il settore orologiero, e non facendo riferimento alle specifiche realtà territoriali, ma all’azienda nel suo insieme, Restivo rappresenta i seguenti marchi: Audemars Piguet, Baume & Mercier, Blancpain, Breguet, Breitling, Cartier, Chopard, De Bethune, de Grisogono, Dietrich,  Eberhard & Co., Girard-Perregaux, Hamilton, Hublot, Jaeger-LeCoultre, IWC, Longines, Maurice Lacroix, Montblanc, Officine Panerai, Omega, Patek Philippe, Piaget, Rado, TAG Heuer, Tissot, Zenith. Un parterre eccezionale costruito, step by step, in poco più di trent’anni di lavoro nel segmento, come sintetizza Giovanni Restivo: “Durante la fine degli anni ‘80 fino al 2000, diversamente da oggi, l’economia della Sicilia era molto fiorente: anche i siciliani acquistavano l’haut de gamme. All’apertura del nostro punto vendita di Taormina, prima dell’adozione dell’euro, la città era popolata da tedeschi e americani, entrambi con valute molto forti nei confronti della lira e con un grande potere d’acquisto, a ciò iniziavano ad affacciarsi anche i russi. Questo ha determinato un decennio di forte crescita sia in termini aziendali, ma anche nell’assortimento di prodotto. La nostra professionalità e il nostro intuito ci ha consentito, poi, di fidelizzare la vasta clientela proveniente dall’estero e, proprio grazie a questa e alla posizione strategica dei nostri negozi, abbiamo superato le difficoltà e ottenuto successo negli ultimi anni.”

Come è arrivata la scelta di aprire a Capri?

“La prima volta a Capri sono arrivato vent’anni fa e non immaginavo di farci investimenti, come poi invece è avvenuto con Patek Philippe, Hublot ed Audemars Piguet; 12 anni fa infatti abbiamo acquisito la gioielleria Trucchi di Napoli che dal 1907 è concessionaria di Patek Philippe e, quest’operazione imprenditoriale fu fatta sognando Capri, che da sempre accoglie grandi gioiellieri e grandi brand”.

Così nel 2011 a Capri Giovanni Restivo ha aperto una prima “luce”, da qui in poi si è continuato ad investire dove il mercato sa dare grandi e positive risposte. 

Patek Philippe che era in un momento di grande espansione mai avrebbe aperto a Capri se non con un già partner, quindi, Trucchi ha rappresentato il pass per l’isola azzurra che quest’anno si è concretizzato con una nuova e prestigiosa boutique, nel cuore dello shopping caprese, in via Vittorio Emanuele”.

Qual è il posto di Capri che lo ha fatto innamorare?

“Capri è tutta bella, unica… non c’è un posto in particolare che mi piace più degli altri ma devo dire che i Faraglioni rappresentano per me un riferimento e tutte le volte che sono sull’isola vado sempre a salutarli. A Capri c’è il mondo che passa, un turismo internazionale e di altissimo livello che non trovi in nessuna altra parte del mondo. Ho il desiderio di acquistare casa qui perché, assieme a Catania, si contendono il mio cuore e ormai sono i luoghi dove voglio vivere; negli scorsi anni avevo trovato un appartamento che mi si addiceva, bello e centrale, purtroppo mi è sfuggito per un pelo ma non demordo, presto ne troverò uno, così da migliorare il mio relax in questo luogo meraviglioso. La cucina caprese è di altissimo livello, preferisco i piatti della tradizione ma confesso che mi piacciono anche gli altri; mi piace molto passeggiare al mattino presto ed infatti è proprio alle prime luci dell’alba che mi godo l’isola, riuscendo a concedermi dei tempi lavorativi molto comodi perché, in un luogo del genere, tutto deve essere vissuto e qui si vive troppo bene”.    

Giovanni Restivo condivide l’apice lavorativa con il figlio Francesco che rappresenta la continuazione. 

Già da qualche anno lavoriamo insieme ed andiamo molto d’accordo, una sintonia di cui sono orgoglioso ed in più ha il vantaggio dell’età, bisogna ascoltare i giovani. Francesco è entrato a pieno nel mio mondo lavorativo dandomi grandi soddisfazioni, intensificando anche la sua presenza a Capri dove ho una seconda fortuna, quella di avere Gianluca Pennisi che guida il team sull’isola e ne sono molto contento. Gianluca è con noi da trent’anni, e con lui ho istaurato un grandissimo rapporto a tal punto che molti credono sia mio figlio e forse un po’ hanno ragione perché a lui sono legato come ad un figlio”.

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