AmCham Italy, affiliata alla US Chamber of Commerce di Washington D.C., è la Confindustria statunitense, della quale fanno parte oltre tre milioni di imprese. Da 109 anni sviluppa e favorisce le relazioni economiche e culturali tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, promuovendo e tutelando gli interessi dei propri Associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi. Recentemente l’American Chamber of Commerce in Italy ha rinnovato le cariche sociali, e a Massimo Petrone, imprenditore campano, in carica nel nuovo consiglio chiediamo:
In un momento così delicato il ruolo di AmCham è determinante, quale, secondo lei, l’apporto?
“Sicuramente strategico, per intensificare i rapporti politici, economici e commerciali tra i due Paesi. La camera, ad esempio, lavora a stretto contatto con il progetto governativo Select USA che permette di far conoscere i 50 stati americani agli investitori. Anche a Napoli nei giorni scorsi una delegazione dello Stato della West Virginia ha incontrato alcuni rappresentanti del mondo delle imprese campane per illustrare i punti di forza dell’economia, nonché le opportunità e i vantaggi per le aziende interessate a investire espandendo la propria presenza nel Nord America”. Quale la presenza in AmCham di imprenditori Campani?
“La Campania oggi è per la camera di commercio americana la seconda regione in Italia. Da otto soci quando sono arrivato, siamo passati a più di cinquanta. Capire come intensificare i rapporti economici e commerciali, non soltanto di trading, ma per investimenti o per attrarre investitori americani nel nostro territorio, è importante. In questo il Consolato Americano a Napoli con il console generale la signora Tracy Roberts Pounds, è un supporto quotidiano attraverso interscambio e aggiornamenti utilissimi”.
C’è collaborazione e amicizia con l’Ambasciata americana, e il Consolato a Napoli?
“Ottimi rapporti come dicevo, basti pensare che quando il Presidente Biden ha nominato l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Jack Markell a settembre scorso, la sua seconda visita ufficiale l’ha fatta a Napoli, questo a sottolineare la vicinanza e l’interesse del governo federale americano a intensificare i rapporti con il Mezzogiorno”.
Quali sono i prossimi passi anche con la National Italian American Foundation (NIAF) per promuovere la cultura italiana e napoletana?
“È una grande opportunità, che seguo da vicino; infatti, oltre ad essere consigliere in AmCham, sono da due anni nel consiglio della NIAF, la più importante organizzazione degli italiani e italoamericani negli Stati Uniti. In collaborazione con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi abbiamo invitato una parte degli esponenti del Consiglio NIAF a Napoli a giugno 2023. Così dieci rappresentanti sono stati ospitati dal Comune di Napoli, in sinergia anche con il Consolato Americano per conoscere la città, la sua cultura e le eccellenze che rappresenta, attivando una collaborazione grazie anche al presidente Robert Allegrini e il chairman Robert Carlucci, e da qui ad esempio è partito il progetto con i maestri dell’arte presepiale, che oggi hanno un ruolo importante nell’insegnare questo antico mestiere anche al di là dell’Atlantico”.
Capri è da sempre meta privilegiata per lei e per i turisti americani?
“Capri è per me uno dei posti più belli al mondo, attrattivo per le sue bellezze, dove da sempre gli americani hanno trovato un punto di riferimento. La camera di commercio americana ha qui due soci la Campanina Gioielli e Carthusia Profumi. Ma ci tengo a sottolineare che la crescita del turismo americano è stato possibile negli ultimi anni, grazie anche al lavoro svolto dallo scalo napoletano con quattro voli giornalieri di compagnie americane da Napoli verso gli Stati Uniti, generando un indotto di scambi politici ed economici importantissimi”.