Capri è per me l’isola che non c’è di peter pan

Il concetto fondante di Arcadia Yachts è già nel nome, Nomen Omen dicevano i latini, e Arcadia richiama proprio l’idea idilliaca della Grecia antica, un territorio in cui uomini e natura riescono a convivere pacificamente nel pieno rispetto, tra progresso e tenore di vita sano”. Racconta così la sua creatura l’armatore Ugo Pellegrino, sottolineando che: “Arcadia nasce nel 2008/2010, momento in cui nel panorama nautico la tipologia iconografica per eccellenza dello yachting era l’imbarcazione Open caratterizzata da linee sportive, quasi aggressive, tanta velocità (oltre 40 nodi) che provocava tanta onda e tanto rumore creando discontinuità, nella ricerca di relax degli altri diportisti”.

La bellezza del territorio nel quale nasce l’azienda per lei è stata determinante? 

Assolutamente si! Noi siamo fortunati, siamo nati e cresciuti in una zona da sempre ricca di bellezza naturale e antropica, basta pensare a Pompei. L’idea era realizzare un’imbarcazione che permettesse a chi va per mare di navigare confortevolmente ad una velocità media di una quindicina di nodi in modo da avere per davvero il tempo di immergersi nella bellezza, fatta di suoni, odori, e luce che donano benessere”.

Quale è il suo legame con Capri, e come vive l’isola? 

Capri è per me e la mia famiglia, l’isola che non c’è di Peter Pan. È dove andiamo a ricaricare le batterie, è il nostro angolo di relax. A Capri la mia famiglia e quella di mia moglie sono presenti oramai da più di cinquanta anni, lì abbiamo ricordi bellissimi come il nostro matrimonio. Avendo poi la fortuna di avere il cantiere proprio sul mare oltre ad una darsena con posti barca, d’estate una volta terminato il lavoro, a bordo di un Arcadia rientro sempre a Capri per poi tornare in Cantiere, la mattina dopo”. 

Ci spieghi la Yachting Renaissance.

È semplicemente il concetto nato con Arcadia nel 2008 in cui abbiamo riportato l’attenzione anche nello yachting a valori più umani e naturali per l’armatore e gli ospiti quali vivere appieno la natura circostante. Oggi sembra banale parlare di grandi vetrate costruite con materiale tecnologicamente avanzato che permettono alla luce naturale di essere un ulteriore ospite a bordo così come è semplice parlare di ampie finestrature (nel nostro caso vere e proprie pareti di cristallo) che con un semplice movimento si aprono unendo interni ed esterni senza soluzione di continuità, nel 2008 no! In quel momento noi volevamo far rinascere, grazie alla nostra inventiva e alla tecnologia disponibile, una nautica che si era persa negli anni della turbo-finanza di inizio secolo. Volevamo riportare al centro dell’esperienza nautica il Vivere, lo stare a bordo”. 

Che ruolo hanno design e tecnologia nelle sue imbarcazioni? 

Sono concetti imprescindibili e interconnessi. Torno alla nostra regione e alla nostra cultura. Noi tutti siamo cresciuti nel bello, nella ricerca della bellezza. Un oggetto che funziona, ma privo di estetica non è qualcosa che può appartenerci. Lo vedo anche nei nostri operai, nelle lavorazioni anche le più semplici che realizzano, è qualcosa di innato! Il lavoro per noi, per essere fatto bene, deve essere esteticamente appagante non solo per il cliente ma anche per chi lo realizza. Facciamo di tutto per coniugare le ultime tecnologie disponibili (soprattutto in chiave eco) con delle forme che appaghino anche gli occhi. L’esempio più evidente è come integriamo i pannelli solari all’interno di un design molto caratterizzante ed elegante”.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *