Capri è meravigliosa in modo evidente

Giornalista professionista, scrittrice, istruttrice Mindfulness. Da luglio 2022 vicecaporedattrice presso la redazione discipline olimpiche e paralimpiche di Rai Sport. Dal 2002 a giugno 2022 al Tg1, prima ad Unomattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, infine nella redazione Ambiente – Società – Sport come caposervizio. Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore. Isabella Schiavone, inizia con il raccontare quando ha deciso di diventare giornalista.

“Sono nata e cresciuta a Roma e ho sempre avuto la passione per il giornalismo di inchiesta da quando ero veramente molto giovane. Ho frequentato una scuola di specializzazione e poi uno stage in Rai al Tg1, esperienza determinante, ci sono rimasta per ventidue anni: dal programma ‘Unomattina’, ad inviata speciale Tv7 con il giornalismo d’inchiesta e reportage, trattando argomenti di marginalità e terzo settore. Temi che sono riuscita a portare anche al Tg delle 20, il più importante, e che diversamente sarebbero passati in secondo piano. Parliamo di disabilità, di emarginazione, di donne, tutto ciò è stato quasi come una missione negli ultimi decenni; ricevetti poi la proposta, dall’allora Direttrice Alessandra de Stefano, di far parte della redazione di Rai Sport che si occupa di discipline olimpiche e paralimpiche, aspetto del sociale che mi accompagna in modo costante. Peraltro, sono anche laureata in sociologia e mi sono occupata negli anni di volontariato, temi sempre nelle mie corde e nella mia sensibilità”.

 È una donna vibrante Isabella, con uno sguardo capace di penetrare, intenso e gentile e ricco di vita, una figura discreta con un immenso potere della parole di cui però, elegantemente non si approfitta, anzi, in una sua dichiarazione confessa che per deformazione professionale, essendo una giornalista, ha la tendenza a divulgare ed essere comprensibile a chiunque e lo fa in maniera eccellente, anche quando si tratta di argomenti molto specifici come quello trattato nel suo ultimo libro ‘Pratico ergo sum’. Il libro prende in esame le pratiche meditative della Vipassana e del Tai Chi Chuan, una pratica di meditazione in movimento, e spiega come, in una società che corre velocemente, la capacità di metterci in ascolto di noi stessi e degli altri portando consapevolezza nei pensieri e nelle azioni è quanto mai essenziale per ritrovare il nostro centro. 

Quando arriva la meditazione nella sua vita? 

“Ho iniziato a praticare la meditazione Vipassana, la più antica del buddismo del sud est asiatico, circa 20 anni fa, ed è successo tutto casualmente. Ho iniziato per un interesse filosofico culturale poi, capito che in questa filosofia millenaria c’era un mondo di saggezza, di sapienza, di amore, di compassione, ho cercato un posto accreditato con dei docenti bravi e conosciuti; in quel periodo ricordo volevo prendere una seconda laurea ed invece mi sono impegnata nello studio di questo argomento. Ho iniziato così e, ogni volta che tornavo da una trasferta, c’era il piacere di andare a meditare e di ascoltare gli insegnamenti. Quando si medita una componente importante è quella del gruppo, anche se le interazioni non sono scontate, si può anche desiderare di meditare in compagnia ma decidere di non parlare, è comunque una dimensione spirituale. Per le mie esigenze, facendo una vita movimentata, c’era la ricerca del silenzio e della pace; ho fatto questo percorso con tanto studio e tanta pratica, seminari e ritiri spirituali”. 

Considerando che venti anni fa non c’era tutta la comunicazione di oggi, quello della meditazione era un argomento di nicchia ed il suo, quindi, è stato un desiderio reale di ricerca. 

“Mi sono affidata a ciò che sentivo, che questa cosa era bella e che faceva bene, e non è un caso che tutti quelli che si affacciano a questa filosofia abbiano una propensione per il sociale, perché è un guardare all’altro, uscendo fuori da sé stessi con l’altruismo e con la solidarietà, due dimensioni che camminano di pari passo. È una filosofia che racchiude tanto buon senso al di là delle parole in sanscrito che possiamo pronunciare per far vedere che siamo edotti e che conosciamo bene il tema, e che propensa tanta saggezza cosa di cui, in questo momento storico, abbiamo tanto bisogno”.

Istruttrice di Mindfulness con diploma rilasciato dall’Università Sapienza di Roma. 

“Si, sono istruttrice Mindfulness, o pratica dell’attenzione consapevole, e protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego. Conduco gruppi di meditazione, organizzo eventi di pratica per l’Associazione Italia Mindfulness e protocolli MBSR online ed in presenza. Il programma MBSR nasce nel Massachusetts intorno alla fine degli anni ’70 presso la clinica della riduzione dello stress. Un protocollo medico scientifico, con risultanze comprovate scientificamente, in grado di migliorare lo stato di salute ed il benessere psicofisico anche in presenza di un dolore cronico o di uno stile di vita endemicamente stressante. Quella che nel buddismo è raccolta nella prima nobile verità, cioè che esiste la sofferenza, intesa non solo come conseguenza di una malattia grave o di un lutto ma anche di una lieve sofferenza esistenziale, come semplicemente il non trovare un parcheggio. Sotto questo cappello sono compresi tanti livelli di sofferenza. Sono mille le cose da fare contemporaneamente: è importante trovare una dimensione di raccoglimento, dove ci si occupa di sé stessi, si impara a saper rallentare, ci si gode il presente e si porta serenità negli ambienti che si frequentano, dal lavoro alla famiglia. È un grande rimedio per combattere lo stress. Parliamo di gentilezza dell’anima”.

E parlando di questa gentilezza dell’anima di cui il suo libro si fa portavoce, quando ha sentito l’esigenza di scriverlo? 

“La volontà di scrivere il libro nasce dall’ esigenza di condivisione e quindi di generosità: offrire anche a chi non conosce niente di questo mondo un punto di vista diverso. In realtà è stata anche una richiesta a cui ho aderito con gioia e con il piacere di condividere delle cose belle con chi ha il desiderio di avvicinarsi o semplicemente incuriosirsi a questi temi. Ognuno ci trova quello di cui ha bisogno, la risposta di cui ha bisogno. Non mi sento di dare delle indicazioni troppo precise, perché le etichette svuotano di significato i percorsi interiori. Questo è un percorso interiore? Si lo è. È un percorso dello spirito? Si lo è. È lo stato di approccio che è diverso e ognuno ne dà una lettura personale”. 

Ha un desiderio? 

“Che queste pratiche entrassero a far parte delle aziende perché il mondo lavorativo è molto in crisi, cito nel libro un paio di ricerche significative a questo proposito dove sono raccontate percentuali di lavoratori cronicamente stressati e molto insoddisfatti. I manager, ad esempio, sono sottoposti a grandi stress, chi sta al vertice con ruoli di responsabilità deve riuscire a governare le reazioni dando un indirizzo etico ai comportamenti alle parole”. 

Una presentazione del suo ultimo libro, il cui titolo lo ricordiamo è ‘Pratico ergo sum’, è stato fatta a Capri, ma non è il solo motivo le che l’ha vista legata a quest’isola, diverse le circostanze. 

“Ho un legame doppio con Capri sia lavorativo che in termini di energia. Tanti anni fa, feci un’inchiesta sull’ospedale Capilupi, poi ci sono tornata varie volte per diversi lavori, e ancora qui la presentazione del mio primo libro ‘Lunavulcano’ presentato anche al Premio Strega. Credo che i capresi siano molto creativi e pieni di iniziative e che questa sia un’isola che sprigiona tanta energia che vorrei percepire fuori dai momenti topici come quelli estivi, fuori stagione insomma, è fatta di tanti sentieri e di tanti profumi e di tante erbe, anche quella è una forma di meditazione. Capri è meravigliosa e lo è in modo evidente, agli occhi di tutti”.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *