Capri è come una calamita di bellezza che mi attira a sé

Matteo Pennacchi è un esperto di viaggi, ma non solo teorici, piuttosto temerario protagonista di diverse imprese intorno al mondo. È la classica persona che si vorrebbe incontrare per chiacchierare e ascoltare mille storie, e poi ancora farsi raccontare.

Quanto è importante il viaggio per lei? 

Viaggiare è alla base della mia evoluzione. Il confronto con il mondo esterno mi aiuta a mettermi alla prova e a conoscermi. Uscire dalla propria area di comfort permette di scoprire altri modi di vivere e di vedere le cose, permettendoci così di poter imparare e crescere. Ma attenzione, il viaggio non lo misuro tanto nei chilometri percorsi, quanto nell’intensità con cui affronto quel che mi si presenta davanti. Ho visitato oltre 70 paesi, ma so che ci si può sentire in viaggio anche vicino casa; tutto sta nell’avere uno sguardo curioso verso le cose e sinceramente aperto verso la gente”. 

Perché il mondo degli altri rappresenta una novità, una scoperta, una gioia? 

Mentre nel ‘900 viaggiare significava soprattutto vedere luoghi e monumenti, oggi si tratta soprattutto di interagire con culture diverse dalla nostra. Viaggiare è diventato sempre più comodo e facile; l’esercizio più complesso invece è scoprire le persone, la gente locale, usanze, abitudini e modi di pensare diversi dai nostri. È così che il viaggio ci arricchisce, permettendoci di condividere emozioni con culture diverse e imparando l’uno dall’altro. In una realtà virtuale che ci vede statici e solo apparentemente connessi alle persone, la sfida sta nell’andare realmente uno alla scoperta dell’altro e al diverso da sé”.

Cosa avrebbe fatto nella vita se non quello che fa? 

Difficile dirlo. Mi sono laureato in comunicazione nel ’93 in Francia e da lì ho usato i diversi mezzi di comunicazione per lavorare in ambiti in cui credevo. Dall’umanitario con le Nazioni Unite, ai viaggi con sponsor e poi lavorando in tutte le filiere del turismo; dall’ecologia con il National Geographic, al giornalismo scrivendo libri e articoli per molte testate. La domanda ‘che lavoro fai?’, l’ho sempre trovata molto riduttiva. La sostituirei con ‘Come abiti il mondo?’”. 

La bellezza dei luoghi come Capri è un punto di partenza per lei o un punto di arrivo? 

Capri è per me una costante. Ho casa al mare a Sperlonga e quando – praticamente ogni anno – in barca visito le isole Pontine, finisco sempre per poi scendere e approdare a Capri. È come una calamita di bellezza che mi attira a sé. Avendo cari amici capresi, finisce poi che resto diversi giorni. Per me viaggiare è scoprire e celebrare le meraviglie del creato e Capri è stata viziata dalla natura, in quanto le ha dato diversi angoli tra i più belli al mondo”.

Quali sono i suoi progetti futuri? 

In questi giorni sto svolgendo una rassegna estiva di incontri con divulgatori ambientali sul tema Uomo e Natura. E ho la sensazione che sia finalmente in atto un riavvicinamento tra gli esseri umani e la natura. Il mese prossimo sarò nella riserva naturale di Oasi Dynamo, dove organizzo la 3° edizione del meeting internazionale del National Geographic. Progetti per il futuro: dopo 3 giri del mondo, ho da poco aperto il sito contemplazione.com dove vorrei aiutare le persone ad esercitare l’attività che Aristotele definiva come ‘il più alto stato di fioritura umana, la sua perfetta felicità’; ovvero la Contemplazione”.

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