Capri, dove spero di tornare presto

Multitasking e grintosa Annarita Briganti è giornalista, scrittrice e opinionista, con una buona dose di autocritica e sentimento o passione che dir si voglia, che utilizza senza risparmio in tutte le cose che intraprende. Napoletana di nascita e Milanese di adozione, racconta il suo esordio. 

Giornalista ma anche una scrittrice, quale parte del suo lavoro nasce prima? 

Essere giornalista, scrittrice e opinionista è una scelta di vita, una dedizione. Il mio più grande amore è raccontare il mondo e per fare ciò ho sacrificato tutto. E quando dico tutto, intendo proprio tutto, per il percorso lavorativo che ho scelto che in realtà è anche un percorso di vita pubblica e privata, che si sovrappongono. Alla base c’è la bella scrittura, le belle parole delle quali avrò sempre una cura totale e il rispetto massimo. Il mio faro in televisione, nei miei libri, nei miei articoli, nella mia vita è la verità. Stare dalla parte giusta e lottare per le persone che ne hanno bisogno, dando loro voce. In una società incattivita e cattiva voglio fare stare bene le persone, illuminare le loro vite”. 

I suoi libri raccontano la vita di donne eccezionali; Maria Callas, Coco Chanel, Gae Aulenti, sono fonte di ispirazione per la sua vita? 

La collana nella quale scrivo per Cairo Editore racconta le grandi donne: Alda Merini, Coco Chanel, Gae Aulenti, Maria Callas e sta per arrivare un’altra grandissima donna. Possono essere fonte di ispirazione per tante e tanti, e anche per me. Sono vite che si leggono come un romanzo, sono storie affascinanti. Pensi che Kamala Harris, di cui si parla tanto ora, è citata nel mio libro su Gae Aulenti perché ho raccontato con dei collegamenti la sua storia. Sono libri senza tempo, che mi hanno portato in booktour in Italia e in Europa. Sono stata ovunque, anche a Capri a presentare il mio libro su Chanel e spero di tornare presto con gli altri miei libri. Continuerò a girare e a raccontare la Storia dal punto di vista delle donne, perché per la parità c’è ancora tanta strada da fare. La violenza contro le donne che stiamo vivendo, questa strage, questa guerra contro le donne, ce lo impone. È una vera emergenza di cui ci dobbiamo occupare noi sopravvissute, pensando alle nostre sorelle uccise”. Nelle sue storie è importante la bellezza dei luoghi in cui si svolge il racconto? 

Il luogo che fa da filo rosso a tutti i miei libri è Parigi. Ha un ruolo fondamentale nella mia vita, è la mia città 1 bis dopo Milano, in cui vivo da una ventina d’anni e che racconto tutti i giorni su tutti i media. In futuro mi vedo sempre tra l’Italia e Parigi. Questa città così colta e libera mi fa stare bene”. 

Campana ma cittadina del mondo, per rigenerarsi ed avere ispirazione torna spesso nella sua terra? A Napoli e a Capri? 

Sono napoletana, per la precisione vomerese. Napoli ha cambiato tutto nella mia vita. Quasi sotto casa mia è stato ucciso Giancarlo Siani, che ricorderò sempre, che mi ha reso ciò che sono. L’ho capito nel tempo, perché il giornalismo, un certo tipo di giornalismo, anche, lontana da Napoli, non esclude niente. Sarebbe bello che la mia città mi desse qualche opportunità, invece di costringere tante e tanti di noi ad andarsene. È la mia terra, avevamo una casa a Sorrento. Sono cresciuta passando molto tempo in costiera e a Capri, dove spero di tornare presto. Sono legatissima ai miei luoghi, c’è la mia famiglia, e a Capri, dove ritorno appena posso. Sembra una vita lontana, ma è la mia vita e spero di poter godere di più della nostra bellezza. Napoli, Capri, Sorrento mi hanno regalato la bellezza e non lo dimenticherò mai”.

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