La professoressa Antonella Miletti, dopo gli studi classici si è laureata in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, la città partenopea dove vive, specializzandosi in Diritto Civile, nel medesimo ateneo. La passione per il diritto riesce ad avvertirla in giovanissima età; infatti, è durante il periodo del liceo classico che matura la scelta professionale da intraprendere per il futuro, grazie anche alla figura di suo padre, appassionato giurista. Attualmente insegna “Istituzioni di Diritto Privato” e, tra gli altri insegnamenti, “Fashion e Design Law: Strumenti Civilistici e Tutela del Consumo e Attività d’impresa”.
Quale nello specifico la sua area di interesse?
“La mia area di interesse è il diritto privato e, in questo ambito, insegno anche in un corso di studi nuovissimo che è Hospitality Management caratterizzato dalla fortissima attenzione al tema del turismo. Abbiamo presentato il corso a Capri e ricevuto un feedback estremamente positivo; infatti, molti nostri laureati sono già inseriti nel mondo del lavoro, anche caprese. Capri è una destinazione attrattiva di livello mondiale: essere professionisti del turismo implica consapevolezza e professionalità al settore della ricezione alberghiera e turistica. Aver creato questo corso di laurea sull’Hospitality Management è stato premiante, non solo per Capri, ma anche a livello nazionale e internazionale.
Nell’ambito del diritto mi occupo anche di Fashion e Design Law perché i temi giuridici in questo settore sono tantissimi e va individuato il perimetro esatto delle regole entro cui calettare l’inventiva, la genialità, la creatività, il design. Il diritto è un qualcosa da cui non ci si può astrarre ma occorre lavorare sempre all’interno del suo perimetro. Ho avviato una collaborazione anche con la Fondazione Mondragone ed il Museo della Moda di Napoli, vero presidio di raffinatezze, per creare qualcosa di più strutturato nel tema del diritto della moda che è una materia che va approfondita e non studiata in maniera occasionale o residuale”.
Il suo con Capri che tipo di legame è?
“Il mio legame con Capri è fortissimo e i periodi trascorsi sull’isola rappresentano per me delle esperienze immersive ed emozionali in cui mi connetto con la bellezza dei luoghi che mi suggerisce nuove attività, nuovi concept attrattivi, nuovi laboratori mentali capaci di creare valore oltre le bellezze naturalistiche, paesaggistiche, attraverso la valorizzazione i talenti e le eccellenze proprie dell’isola: come se qui si materializzasse quel diritto alla bellezza e alla felicità che ognuno di noi dovrebbe poter rivendicare come inviolabile e fondamentale”.
Prima di avere questi rapporti professionali e lavorativi con Capri lei ha avuto modo di conoscere e vivere l’isola da un punto di vista personale e sentimentale?
“Sempre, sono oltre venti anni che la frequento assiduamente.
Un legame coadiuvato anche da amicizie capresi che permettono a me e alla mia famiglia di essere connessi con il territorio in modo ancora più sinergico. Adoro di quest’isola ogni angolo, dai Giardini di Augusto alla piazzetta, a Tragara ma di sera sul tardi quando non è molto trafficata e dove i pensieri si spandono come pennellate. Capri è dentro di me ed è qualcosa di irrinunciabile, e bisogna andare al di là dei primi impatti. Capri sono le strade segrete e nascoste, i paesaggi avvolti da luci indecifrabili”.
In cosa Capri si distingue?
“Nella ricerca assidua del decoro e della perfezione: anche un angolo nascosto ha una sua bellezza così forte, una grazia, dove nulla è lasciato a caso. Un concetto di bellezza che dovrebbe essere ovunque”.