Gli occhi sono quelli più freschi e teneri di una giovane donna di ventiquattro anni, ma il carattere, la perseveranza e la determinazione ne fanno di lei una vera forza della natura tanto che, nonostante il suo sia uno dei cognomi più rappresentativi nel panorama dell’imprenditoria nazionale e nonostante lavori per un prestigioso maestro dell’alta moda e dell’eleganza quale Valentino, ha deciso comunque di mettersi in gioco con un suo particolarissimo e raffinato brand di gioielli dal nome ‘Amants de la Lune’. Giorgia D’Avanzo figlia di Achille, immobiliarista trait d’union tra capitali esteri e mercato italiano e di Brunella Pignatiello, interior design dall’eleganza sopraffina, a noi si è concessa in una piacevole chiacchierata sottolineando subito e senza girarci troppo intorno, quanto per lei sia importante la collaborazione tra le donne e la valenza che si dà alle stesse.
“Ho sempre cercato di dare particolare attenzione a tutta la sfera dell’imprenditoria femminile emergente, io stessa mi sono catapultata mentre terminavo gli studi universitari e, se da un lato ci sono tanti stimoli, dall’altro troviamo altrettante realtà, diventa quindi veramente difficile distinguersi dalla massa. Quello che cerco di fare da quando ho iniziato, ma è comunque una mia filosofia di vita, è di non vivere la competizione con negatività ma come un’opportunità da cui trarre benefici ed ispirazione da quelli che sono i progetti di altre ragazze che, come me, si mettono in gioco per la bellezza di conoscere realtà nuove. Credo e supporto il lavoro delle donne tra le donne, cerco nel concreto di essere io stessa consumatrice di quelli che sono gli altri progetti e dare un’opinione onesta e pensata affinché ogni critica si riveli uno spunto per migliorarsi. Anche per il mio lavoro non ho mai visto i complimenti come qualcosa di utile, è la critica che ti spinge a migliorare. Un’esperienza molto interessante è stata una campagna che ho lanciato su Instagram, realizzando delle video interviste ad otto donne emergenti tutte diverse tra loro in uno scambio di nicchia reciproca e ho chiesto quali fossero le criticità con la loro attività, ed è stato interessante come le risposte fossero tutte diverse. Un vero esperimento sociale”.
Nonostante Giorgia ami le critiche è davvero difficile riuscire a trovare dei punti di poca forza ammirando le sue creazioni, i suoi gioielli sono evocazione di eleganza, ricerca, intensità. Come può una ragazza così giovane essere espressione di tanto clamore creativo? Come ha iniziato a dare forma a questi pensieri d’amore?
“Nasco a Napoli ma cresco a Roma dove, al Sacro Cuore Trinità dei Monti, studio al liceo bilingue italo francese al cui termine mi trasferisco poi a Londra per studiare alla facoltà di comunicazione digitale. Durante l’ultimo anno del mio percorso universitario ho elaborato qualcosa di mio in cui identificarmi, incanalando tutte le mie emozioni, sia positive sia negative, nella creatività. Ho iniziato a disegnare per me, nonostante non avessi fatto nessun tipo di percorso accademico”.
Quindi tutto nasce da un’esigenza di soddisfare un bisogno personale, voleva un gioiello diverso per sé stessa, e si è resa conto che questa idea poteva essere veramente sviluppata in qualcosa di reale, concreto e magari fruibile.
“Esattamente, ho iniziato a disegnare per me, avevo già una pagina su Instagram, ho da sempre subito il fascino della luna, degli astri, dello zodiaco, e quindi mi sono detta, e se unissi queste due realtà, se dessi ai miei pezzi un’identità, uno storytelling? Ho iniziato con una collezione di otto anelli, per rappresentare le otto fasi della luna e anche perché otto è un numero molto importante per la nostra famiglia. Inizialmente non è stato facile considerando che non conoscevo le galvaniche, né le varie fasi di lavorazione per arrivare al prodotto finito. I limiti restano limiti fino a quando non si decide che vale la pena superarli e la migliore scuola è l’esperienza, ed essendo anche molto testarda e credendo fortemente nel mio progetto, non ho mollato mai nemmeno per un secondo. È stata una sfida con me stessa molto importante, ma l’influenza materna, fonte di ispirazione, artista a 360 gradi, con uno stile molto particolare e una propria visione delle cose, è stata di grande riferimento per me. La banalità dei pezzi è qualcosa che ho cercato di evitare anche se mi rendo conto che non sono indossabili da tutti, tutti i giorni, ma è questo che rende lussuoso ed esclusivo un pensiero”.
Dove trova ispirazione per i suoi gioielli?
“È la prima volta che lo dichiaro, spesso l’ispirazione arriva da momenti di vita molto particolari. Quelli più iconici ed impegnativi come ‘Il Guanto di Saturno’, ‘La Mano De Dios’ o ‘Eyes Wide Shut’ sono figli dalle mie storie d’amore più importanti; questo perché ho cercato di elaborare la mia emotività attraverso la mia creatività, disegnare è una fase di forte introspezione e mi permette di analizzarmi a fondo e di conoscermi. Con il guanto di Saturno, parliamo di una struttura che può sembrare un’armatura da guerra e la domanda che mi fanno spesso è ‘ma non ti sta scomodo?’. In realtà è molto più comodo di quello che sembra, ovvio non è un guanto di seta ma è portabile e si può far tutto, ho fatto degli stress test, ho guidato e fatto tante di quelle esperienze per assicurarmi che le persone non fossero limitate. È ovvio che chi lo indossa non vuole il comfort dell’anellino semplice. C’è sempre un prezzo da pagare e ho cercato di farlo il meno caro possibile”.
Un cognome altisonante il suo nell’imprenditoria, quanta fatica ha fatto per crearsi una propria identità?
“La fortuna più grande della mia vita è stata avere genitori come i miei, e la croce più grande della mia vita la stessa risposta. Essere cresciuta in un contesto agevolato è sicuramente una fortuna e non vorrei mai definirla una croce ma è difficile con dei genitori che hanno dimostrato tanto nella loro vita e che non hanno mai fatto mancare nulla a noi figli, riuscire a sentirsi appagati nello stesso modo è quasi impossibile. Quindi ho deciso di vederla come una sfida. Ho una forte determinazione e un grande esempio”.
I suoi gioielli sono stati valorizzati anche molto bene sul sito, con la giusta luce, il giusto taglio, c’è un lavoro veramente meticoloso. Come si compone il suo team?
“Una cerista di fiducia con la quale negli anni ho creato una bella intesa, il laboratorio di fusione, gli orafi e la fotografa che è in grado di leggermi totalmente nel pensiero con cui c’è legame indissolubile di grandissima affinità lavorativa, da valore ai pezzi come se fossero suoi, riesce a romanzarli e a renderli anche seducenti, sia negli scatti che nei video, arricchendoli con un sottofondo di musica francese”.
In tutto questo frangente, in tutta questa passione e in questa grandissima storia d’amore ci mettiamo anche un pezzetto di Capri?
“Capri è casa, ed è tanto della mia infanzia, e le dico che molti dei miei pezzi li ho disegnati lì, un’isola di cultura, di storia, di dinamiche sociali, di costume, di colore, e anche se rimane sempre la bella Capri non smette mai di essere in evoluzione”.
Quindi un po’ come le fasi lunari?
“Esattamente e durante l’anno la vediamo sotto diverse sfaccettature, anche se l’apprezzo quando c’è meno gente, in un one-to-one e non come una festa a cui sono invitate tante persone. Perché per me Capri è sempre festa ma mi piace di più quando siamo sole io e lei. Essere in piazzetta al ritorno dal mare e fermarmi al bar ad osservare tutte le persone sedute ai tavolini è uno spettacolo irrinunciabile, guardare gli altri, dal turista americano benestante al ragazzo giovane che offre uno spritz alla fidanzata, al sindaco che saluta le persone, al proprietario del ristorante che vedi magari mezz’ora dopo ma ti ci metti comunque a parlare. Un grande teatro, dove hai a portata di mano tutti questi personaggi in questo clima di convivialità, di bellezza e divertimento”.
Progetti per il futuro?
“Oltre al mio full-time job alla Valentino e oltre al mio brand di gioielli ho anche delle attività di famiglia che potevano essere una strada, ma ho sempre cercato di mettermi in gioco; quindi, uno dei miei obiettivi futuri è sicuramente quello di non mollare mentre quello più imminente è apprezzare di più tutto ciò che ho di pratico ed emotivo, non smettere di avere stimoli e un domani, perché no, riuscire ad equilibrare sia le attività di famiglia che le mie passioni, tenendo il timone di tutto. Raggiungere gli obiettivi senza mai snaturarmi restando fedele ai miei valori”.
Quella dei gioielli è un’avventura?
“È una storia d’amore che non mi lascia mai”.