L’associazione Polis 3.0, da anni impegnata nella valorizzazione e promozione dello straordinario patrimonio dell’isola di Capri, ha avviato a giugno 2023 un nuovo progetto culturale, finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dell’avviso pubblico per la concessione di contributi per la promozione della qualità dell’architettura. Il progetto parte dalla riflessione sul paesaggio isolano alla quale l’associazione aveva dedicato la propria rassegna culturale annuale nel 2022 in occasione del Centenario del famoso Convegno di Edwin Cerio. Nell’ambito del tema “Paesaggio e Capri” che fa da filo conduttore di questa e delle future edizioni del progetto, trova collocazione l’esposizione “Sguardi sul contemporaneo”.
L’isola di Capri ha sempre attirato l’attenzione di appassionati e studiosi che ne hanno attribuito un’immagine sempre in divenire. In questa sequenza di immagini, un ruolo fondamentale è assolto dall’architettura, che ha il compito di narrare, in particolare, il rapporto tra costruito e naturale. Riprendendo le parole di Cantone, Fiorentino e Sarnella, “rendere l’immagine di Capri in quanto fenomeno architettonico determinato dalla felice combinazione di costruito e naturale, […] dimostra, una volta in più, l’assoluta impossibilità di scindere manufatti architettonici da preesistenze e persistenze archeologiche; edilizia da contesti urbani, ambienti naturali, contesti naturali da ruderi archeologici o di fortificazioni”. Ma se è vero (e necessario) questo legame, quello invece tra Capri e il contemporaneo è stato forse dimenticato o comunque negato, visto come “estraneo” all’isola.
Ma ciò che è estraneo, è tale perché, spesso è avvolto dall’oblio e dal perturbante, e questa condizione ci fa vedere le cose e il mondo in modo alterato. La ricerca è così il tentativo di narrare, sotto la lente del contemporaneo, una Capri velata, possibile e verosimile, che si conserva tra archivi privati e pubblici, fatta di progetti non realizzati ma che hanno una profonda radice con il luogo e sono altresì capaci di produrre cultura e quindi cambiamento.
Ma Capri ha da sempre alimentato il mito e la legenda, in un susseguirsi di narrazioni che hanno portato l’isola ad essere simbolo stesso del Mediterraneo. Si è andata così a stratificare una cultura architettonica unica nel suo genere, ed è in questa cornice che prendono valore i progetti mai realizzati, i quali rispetto al patrimonio esistente che spesso è suscettibile di drammatiche mutazioni e trasformazioni, questa breve raccolta, non esaustiva volutamente, vuol sottolineare l’esistenza di una Capri immaginaria ma possibile; verosimile e reale per alcuni aspetti ed utopica per altri, con l’obiettivo di testimoniare l’impegno latente dell’architettura moderna e contemporanea di esprimersi sull’Isola.
I progetti selezionati appartengono a questi due lati della stessa medaglia: i progetti denominati verosimili, sono progetti concreti che non hanno avuto la possibilità di radicarsi e diventare materia costruita, ma che hanno allo stesso tempo uno spessore culturale tale da essere exempla, come il celebre progetto di Gio Ponti e Bernard Rudofsky per l’albergo diffuso ad Anacapri (1938), la “casa caprese tra muri” (1990) di Cherubino Gambardella o il progetto della piscina comunale per Anacapri di Silvio D’Ascia (2010). Di indiscusso pregio e rilevanza artistica, per la capacità di essere ponte tra artefatto e naturale, l’opera di Arnaldo Pomodoro (2006), è capace di riscrivere i valori del paesaggio verso una nuova prospettiva dell’ambiente in cui si abita.
I progetti utopici sono quelli che si lasciano suggestionare a piene mani dalla potenza mitica dell’isola. Non realizzati e non realizzabili per loro stessa natura ma custodi dell’immagine utopica e mitica dell’isola. Progetti vivi che consentono all’architettura caprese di essere sempre stimolo di nuove suggestioni e variazioni, come testimoniato dai collage di Beniamino Servino o dal memetico progetto “Hotel il Quarto Faraglione” di Alvar Aaltissimo.
Questa collezione ha come obiettivo quello di offrire un punto di vista in diagonale e inedito per molti, di una Capri verosimile ed utopica, tra mito e realtà, con il Mediterraneo come sfondo.