Il 21° Calendario dell’Associazione Culturale “Di Meo vini ad arte” presieduta da Generoso Di Meo produttore di vino e intellettuale alla ricerca di bellezza e sapienza, sancisce il legame tra Napoli e Siviglia città dove è stato presentato. Calendario, questo, ricco di immagini che raccontano la fiorente architettura; dodici scatti che finemente colgono gli scenari eleganti della capitale dell’Andalusia. Generoso Di Meo da sempre impegnato nel tessere una tela di legami culturali tra Napoli, sua città di appartenenza, e le maggiori metropoli europee.
Qual è il legame di Generoso di Meo con la Campania?
“Il mio rapporto con la Campania nasce dal legame storico della mia famiglia con l’Irpinia e dal mio amore per la storia culturale di Napoli. I miei eventi nel mondo traggono ispirazione da questa storia millenaria e dall’idea di promuovere il rapporto di Napoli con le grandi capitali del Mediterraneo e dell’Europa: rapporti ricchi di intrecci culturali, storici, economici. Valorizzare queste relazioni, significa per me riportare in auge la storia, così ricca di tradizioni e di scambi, recuperando idee e valori che hanno reso Napoli e la Campania un unicum nel mondo. Il calendario valorizza queste tradizioni e ricostruisce uno straordinario tessuto di relazioni”.
Si percepisce un legame intenso soprattutto con alcuni luoghi della Campania.
“Si, in particolare: Avellino, Napoli, Amalfi, Capri, luoghi nei quali ho vissuto, studiato, lavorato, sviluppato le mie amicizie più profonde e durature. Capri, in particolare, è un momento di evasione, di stacco, di pausa dagli impegni lavorativi, ma anche un riferimento sentimentale per le intense relazioni che vi ho maturato negli anni”.
Come racconterebbe la sua attività a chi non ha avuto modo di conoscerla?
“Da vent’anni promuovo un calendario d’arte che è anche l’occasione per eventi glamour e culturali. Negli anni, il calendario è diventato un arricchimento qualitativo della mia vita, che unisce il lavoro a viaggi di approfondimento culturale e a momenti d’incontro con realtà che magari conoscevo, ma che non avevo mai approfondito. Un modo diverso di vivere l’anno e di sentirmi a casa nel mondo”.
Rimanendo nel territorio caprese, l’Isola nonostante il suo clamore, la sua vita mondana, sa essere anche molto silenziosa e dai luoghi riservati, l’ha mai vissuta così o rappresenta un suo desiderio?
“Capri conserva sempre la sua magia. Certamente, il turismo di massa ha stravolto negli anni tante cose che oggi sarebbe difficile poter vivere come si vivevano negli anni Cinquanta e Sessanta. Pensare di tornare al passato è un non senso assoluto. Si può, invece, approfittare di determinati periodi dell’anno, in cui è ancora possibile percepire l’isola come un’oasi di silenzio, di profumi, di grandi atmosfere naturalistiche”.
Ha qualche ricordo vissuto qui da condividere?
“A Capri ho incontrato personaggi incredibili e tante storie che hanno arricchito la mia vita. In compagnia di donna Laetitia Cerio, ho conosciuto negli anni moltissimi stranieri, in particolare inglesi, intellettuali e artisti di livello e di grande simpatia umana”.
Immagina progetti futuri che riguarderanno Capri?
“Qualche anno fa, mentre stavo organizzando il mio evento annuale a Stoccolma, avevo Anacapri tra i miei riferimenti principali, in particolare villa San Michele e la straordinaria figura di Axel Munthe. Anacapri, che amo moltissimo, era dentro il mio progetto e potrebbe tornare ad esserlo nel futuro”.