“Quando corro conta tantissimo anche il paesaggio che vedo attorno a me, lo apprezzo appieno, mentre mi sento libera” così Anna Arnaudo mezzofondista classe 2000, un giovane talento italiano, che sui luoghi del cuore ha tanto da dire, colti con passo veloce, ma grande attenzione a non farsi sfuggire nulla, dai paesaggi montani, a quelli marini, specie d’inverno che sono più miti. Dal 2015 pratica atletica leggera, collezionando importanti vittorie ed una determinazione sempre più forte, che la porta nel 2021 alla conquista del suo primo titolo di campionessa italiana assoluta, e prima ai campionati italiani di Rovereto nei 5000 metri piani. E poi ancora, ai campionati europei under 23 a Tallinn dove ottiene la medaglia d’argento nei 10.000 metri piani. Ma come nasce una campionessa è un mistero che cerchiamo di capire non senza ammirazione.
Anna, per molti sportivi un esempio, come atleta di successo di grande determinazione, come vive il suo impegno?
“In realtà quello che faccio, è soprattutto ciò che mi fa stare bene e gli obiettivi sono, tutto sommato in secondo piano. È così, in prima battuta considero lo stare bene con me stessa, l’essere soddisfatta, superare i miei limiti e arrivare a fine giornata contenta”.
La passione per ciò che fa ha un ruolo determinante, quanto si ciba di bellezza? Dove ama trascorrere le sue pause o vacanze rigeneranti?
“Si in effetti c’è tantissima passione in quello che faccio, adoro correre e mi piace il senso di libertà che mi trasmette, e conta tantissimo anche il paesaggio e i luoghi che riesco a vedere grazie allo sport. Viaggio tantissimo e per allenarmi mi sposto parecchio, ad esempio tutte le estati vado ad allenarmi al Sestriere a 2000 metri, perché è risaputo che l’alta quota porta dei benefici sulla forma fisica. È tanto importante il sentiero che si sceglie per allenarsi piuttosto che la pista di atletica. In questo senso sono belli non solo i paesaggi di montagna ma, d’inverno, apprezzo tantissimo anche quelli marini, tra l’altro con la temperatura un poco più mite”.
In questo le isole come Capri sono dei luoghi dell’anima, è così anche per lei?
“Si certo, questo è un aspetto dell’allenamento che sembra secondario ma in realtà non è da trascurare, e trovare un luogo dove non ci sia troppo caos ma dove ci si riesce a concentrare bene sull’essenza di quello che si sta facendo, è una condizione ideale per condurre una vera e propria vita d’atleta. Molto importante trovare questi luoghi dell’anima, come Capri fuori stagione, dove c’è pace e serenità ed è possibile allenarsi in tranquillità, impegnandosi e concentrandosi al 100 %. Questo è il segreto di diversi atleti”.
Quali sono i suoi progetti imminenti?
“Il 2024 è ricco di impegni, ci saranno gli Europei a Roma e io dovrei partecipare nei 10.000 metri e sarà una bellissima gara, praticamente è un europeo in casa. C’è inoltre in ballo un’ipotesi di qualifica per le Olimpiadi che proverò ad inseguire fino all’ultimo e, nella seconda parte della stagione, ci sono le gare su strada quindi i 10.000, la mezza maratona su strada e poi i vari eventi anche a livello internazionale. Ci saranno gli europei di Cross a dicembre del 2024 ovvero l’ultimo impegno a livello internazionale di quest’anno. In realtà sta tutto per iniziare perché, da subito, ci sono altre gare, la prima a Modena per poi passare ai 10.000 a Londra”.