Capri ha un sapore diverso

Compositore, pianista, batterista, cantante di professione, insegnante di canto, pianoforte e batteria, lui è Claudio Amitrano poliedrica personalità dell’isola di Capri dove, con sua figlia Ilenia di ventisei anni e suo figlio Pierandrea di ventotto, ha fondato l’associazione ClaLab con cui organizza eventi musicali. Ha studiato composizione al conservatorio, prima a San Pietro a Maiella a Napoli e al Santa Cecilia a Roma poi. 

Il canto è terapeutico e liberatorio, e di solito da piccoli si avverte la predisposizione alla musica che è una grandissima forma d’arte, Claudio è accaduto così anche per lei?

“Ero molto piccolo quando ho scoperto questo trasporto verso la musica, quasi per gioco. 

Ho due fratelli più grandi di me e da ragazzi avevano una band che si riuniva nello scantinato dove c’erano gli strumenti e io mi divertivo a provare e tra questi anche la batteria; volli prendere subito lezioni. In seguito, grazie a mio padre, iniziai a studiare anche pianoforte, strumento che poi ho amato in maniera viscerale. Tutta la famiglia di mio padre, comunque, tutti gli Amitrano erano musicisti”.

Tra le varie attitudini musicali in suo possesso, quale l’ordine da seguire?

“Nasco come batterista cantante. Fino ai ventidue anni suonavo in una band caprese ‘I Solaris’, ci esibivamo nei locali notturni dell’epoca come il Pentothal, la Mela, ma anche negli alberghi. Eravamo in quattro, io come batterista cantante, mio cugino alle tastiere e due miei amici rispettivamente al basso e alla chitarra. Tra le mie attitudini c’era anche il desiderio di entrare nel mondo delle colonne sonore, ho composto anche dei jingle per le pubblicità per Telecapri e per Retecapri, ma era un settore estremamente complicato”.

E l’associazione ClaLab quando nasce?

“Nel 2001 e tanti gli eventi, anche quelli organizzati con il Comune, che ci hanno visti in prima linea, eravamo praticamente sempre in piazzetta a suonare. Nel 2009 abbiamo partecipato alla trasmissione televisiva ‘Ti Lascio una Canzone’ dove presentai ai provini mia figlia Ilenia che fu scelta e così ogni sabato sera apriva la trasmissione con la sigla”. 

Dove passeggia?

“A parte quella d’obbligo per la zona di Tamborio dove abito, sotto Villa Jovis, adoro via Camerelle fino ad arrivare al belvedere di Tragara e quando ero con il gruppo Solaris, era per noi un luogo di grande ispirazione, arrivati li infatti proseguivamo per la stradina che conduce al sentiero del Pizzolungo, dove troneggia Villa Malaparte per poi risalire all’Arco Naturale. A metà strada ci fermavamo guardando i Faraglioni da dietro e con le chitarre iniziavamo a comporre”.

Ha suonato anche in altri gruppi oltre ai Solaris?

“Ho suonato per un periodo con la band di Guido Lembo della ‘Taverna Anema e Core’. Con i Solaris era più un discorso regionale, suonavamo spesso anche in costiera mentre con Guido ho girato tutta l’Italia e grazie a lui ho fatto tante esperienze una delle quali è stata duettare con Katia Ricciarelli alla festa di anniversario di matrimonio dell’ex ministro Clemente Mastella, mentre Pippo Baudo ci accompagnava al pianoforte”.

Avendo girato tanto, mi saprebbe dire in cosa Capri si differisce dal resto del mondo? Qual è secondo lei la magia di quest’isola, perché qui e non altrove?

“Perché la magia è l’isola tutta, questo salotto, quello della piazzetta è unico al mondo e non esiste abbraccio simile. Ogni volta che mi allontano da Capri rientro e la guardo con occhi nuovi, quasi con gli occhi di un turista. 

La musica mi ha portato in giro ovunque, per un anno ho suonato anche a Palm Beach, ma dopo un po’ si ritorna sempre a casa, e per quanto possano essere splendidi gli altri luoghi nessuno mi ha mai procurato quel battito di cuore. Chi ha la fortuna di vivere a Capri, ha inevitabilmente dei parametri molto alti, difficili da superare, il caprese non è facilmente impressionabile, e la frase che spesso viene da dire ‘è bello qui però la mia Capri ha un sapore diverso’ ed è questo lo scherzo che ci fa la nostra isola”.

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