Quando parliamo di scultura non possiamo fare a meno di rivolgere il nostro pensiero ai Maestri d’arte moderna, ai capolavori rinascimentali o ai templi antichi.
Eppure, essa continua ad essere un mezzo di rilievo per esprimere e rappresentare la complessità dei nostri tempi, grazie a scultori impegnati a dare forma al presente.
Tra questi, Gianfranco Meggiato, uno dei più prolifici scultori italiani contemporanei.
L’artista modella le sue opere ispirandosi a volumetrie biomorfe ed al labirinto, a simboleggiare il tortuoso percorso dell’uomo teso a trovare sé stesso e a svelare la propria sfera interiore. Lo scultore veneziano guarda ai grandi del 900: da Brancusi, Moore a Calder.
Nelle opere di Meggiato il vuoto diviene importante quanto il pieno, abbracciando così il concetto di “introscultura” in cui lo sguardo dell’osservatore è attratto verso l’interno dell’opera, non limitandosi solo alla superficie.
“A livello formale lo spazio e la luce non delimitano l’opera, scivolandole addosso come fosse un tuttotondo, ma penetrano al suo interno avvolgendone i reticoli e i grovigli arrivando ad illuminare la sfera centrale quale ideale punto di arrivo”.
Nei suoi ipnotici dischi e sfere di bronzo, come nelle monumentali installazioni concepite spesso per piazze e spazi pubblici, l’autore dimostra di padroneggiare la materia, dando vita a geometrie sempre diverse, metafore di pianeti, stelle e messaggi esistenziali.
La scultura di Meggiato attrae come un magnete, catturando la nostra attenzione grazie alle sinuose forme e giochi cinetici che è in grado di generare e all’imponenza delle sue dimensioni.
“L’arte può ancora farci riflettere, è per questo che a me piace l’idea di posizionare installazioni nelle piazze, tra la gente, – commenta Meggiato – tra quella stessa gente che non andrebbe mai in un museo, ma che si imbatte in un’opera posta su uno spazio pubblico, ecco questo per me è il vero significato di arte popolare” .
E spesso infatti le sue sculture sono state protagoniste in centri storici cittadini come di recente a Pisa, con la mostra diffusa “Il respiro della forma”, dove partendo dalla Torre pendente si indaga il tema della fragilità umana; alla Valle dei Templi di Agrigento, in un dialogo tra archeologia e contemporaneità; a Matera nel 2019, in occasione di Matera capitale europea della cultura; a Palermo per Manifesta 12, la biennale europea per costituzione nomade, con l’installazione “la Spirale della vita” in omaggio alle vittima della mafia. Tra i primi artisti ad esporre presso la Liquid Art System, sia a Capri che a Positano, Meggiato è oggi uno dei nomi internazionalmente più riconosciuti nel settore, avendo esposto in più continenti, tanto in contesti istituzionali che privati, nelle fiere come nelle piazze di mezzo mondo. Una collaborazione particolarmente longeva quella con Franco Senesi, unita da una comune visione: unire ricerca tecnica ed estetica, comunicare in maniera diretta ed immediata con lo spettatore, omaggiare la bellezza portano in mostra temi e messaggi universali. Per l’estate 2023 la liaison professionale tra la Liquid e Meggiato si riconferma con una speciale esposizione presso lo storico Hotel La Scalinatella, perla di lusso dallo stile tipicamente caprese: una selezione di opere scelte per uno degli angoli mediterranei più romantici del mondo.
Qui le sculture dell’artista veneziano con le loro seduttive geometrie sono fruibili open air in un contesto accogliente e familiare, impreziosito da un tocco di contemporaneità e glamour.