È ancora a Napoli “Key of Today” l’opera d’arte di Milot, peso 16 tonnellate, alta 10 e lunga 20 metri, resterà esposta fino a giugno 2023. L’istallazione ubicata a Piazza Mercato, è simbolo di libertà e bellezza, così come l’ha concepita l’artista italo albanese che tanta strada ha fatto prima di arrivare a fama e riconoscimenti. Infatti giunto in Italia da profugo a Cervinara in provincia di Avellino fu adottato dalla famiglia del generale Francesco Bianco che, riconoscendo il suo talento artistico, lo ha sempre sostenuto; Alfred Mirashi Milot ha poi conseguito i migliori studi a Brera all’accademia di belle arti di Milano e poi a Firenze dove ha affinato la sua creatività. Oggi a Napoli, con un legame forte e consapevolezza di luogo del cuore Key of Today è nella sua grande possanza nel centro della città. Secondo il sindaco Gaetano Manfredi parlando di Napoli ne riconosce – “Il luogo del dialogo, dell’accoglienza e della cultura dell’Europa e di tutto il bacino del Mediterraneo”.
Ma tornando a Milot la domanda è spontanea. Approdato in Italia, in età giovane, era appena un ragazzino quando è arrivato; la Campania in particolare, si può definire luogo di ispirazione per la nascita della sua arte?
“Il legame con Napoli è irrinunciabile, ancora oggi lo vedo come una grande opportunità, non solo per me, ma per tutti gli artisti internazionali, qui la collaborazione con il Comune è stata molto professionale, e al contempo propositiva, non ho mai avvertito una chiusura, che ahimè si trova altrove”.
Un’apertura verso l’arte, ma Napoli è una città che vive da sempre delle sue bellezze artistiche, oggi per fortuna di più che nel recente passato. Come valuterebbe l’approccio verso chi deve esaminare il lavoro artistico? che sensibilità ha trovato?
“Penso che i rapporti umani con i napoletani a tutti i livelli, siano molto rispettosi, per certi versi semplici, ma questa è la mia esperienza, qui tutti sono molto creativi specialmente nel campo dell’arte e per certi versi questa cosa aiuta il dialogo”.
E con l’isola di Capri, che ha frequentato più volte, che legame ha?
“Capri è la bellezza, e in quanto tale penso che per me sia stato, non solo l’incontro più bello, ma anche propositivo, in particolare con la Grotta Azzurra dove ho sentito il respiro infinito del mare e il paesaggio circostante la rende magica e pittoresca”.
Di ispirazione dunque?
“Assolutamente, considerando che Key of Today è una chiave simbolo, che apre tutte le porte, volutamente contorta, nella speranza di non avere più luoghi chiusi, superando paure, pregiudizi, incertezze, dubbi. Mi piacerebbe donare un’opera a Capri, una chiave piccola di un metro circa, da lasciare come monito, simbolo della vita, e della rinascita di una società aperta a tutto e a tutti, al dialogo, al confronto, in un mondo in cui ci siano possibilità e potenzialità per tutti”.
È una proposta al sindaco di Capri?
“Si, mi piacerebbe che mi chiamasse e io donerei volentieri un’opera, come messaggio ampio e di speranza universale, in un luogo come Capri, fonte di ispirazione, ma anche crogiuolo di culture, visto che da ogni dove vengono ad ammirare l’isola”.
Intanto Key of Today si può vedere e apprezzare a Napoli, inaugurata con una cerimonia sentita e toccante, hanno partecipato più di 300 ragazzi delle scuole campane, alla presenza dell’artista Milot, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il curatore della mostra Maurizio De Giovanni, il direttore artistico Michele Stanzione, il direttore esecutivo Michael Kaiser della società Jean Wolfe di Los Angeles (che ha finanziato il progetto), il generale Francesco Bianco, e l’Ambasciatore Albanese a Roma Anila Bitri Lani.