Ho il cuore diviso a metà

Ha ventitré anni il caprese Emiliano Sorrentino e da quando ne aveva sette è seduto ad un pianoforte per un caso prima, per passione poi. Emiliano, avendo iniziato così piccolo, è stata una scelta indirizzata o autonoma quella di voler studiare pianoforte? 

Forse tutte e due. Avevo una tastiera e, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, iniziai a suonarla. Mia madre, vedendomi, mi chiese se avessi voluto prendere lezioni private; confesso che di primo acchito forse non mi piaceva neanche moltissimo poi, mi sono appassionato al punto tale da non poterne fare a meno. Crescendo ho capito che c’era la possibilità di potermi migliorare, la consapevolezza di suonare meglio e di farlo in maniera professionale”.

Vogliamo fare un passo indietro a quella che è stata la sua adolescenza che, per motivi di studio l’hanno portata ad allontanarsi da Capri? 

Sono stato a Capri fino all’età di quattordici anni poi sono andato a Sorrento per studiare al liceo artistico e al termine mi sono iscritto al conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli. Il primo giorno di liceo è coinciso forse con la prima volta che partivo da solo, ricordo che fui invaso da una sensazione particolare, figlia di sentimenti contrastanti perché da un lato c’era la voglia di esplorare questa nuova vita e dall’altro la consapevolezza del distacco”.

Crede di essere testimone di un’eredità anche indiretta considerando che in lei era insita questa vena artistica a 360 gradi tanto da scegliere gli studi artistici? 

Si, mio nonno materno, Peppino Celestini, aveva questa inclinazione artistica, purtroppo è mancato quando io ero molto piccolo ma, nonostante ciò, ricordo con grande nitidezza che gli piaceva la musica classica e amava dipingere e nel cuore conservo i pomeriggi trascorsi insieme”.

A quando il diploma? Com’è strutturato organicamente il conservatorio? 

C’è un esame di ammissione durante il quale ti esibisci con il tuo strumento e, se lo superi, vieni ammesso iniziando un duro percorso di studi che vedrà impegnato ogni allievo, alla fine di ogni anno, con un esame di strumento, quindi nel mio caso pianoforte, a cui si accompagnano gli esami teorici come il solfeggio o teoria della musica. È abbastanza impegnativo come percorso e adesso è strutturato come l’università, ci sono i primi tre anni e poi altri due anni di specialistica. Ora sono al secondo anno del biennio e quindi conseguirò a breve il diploma, nel frattempo comunque sono riuscito a trasformare questa passione in un lavoro dando lezioni private ed esibendomi in concerti”. 

Emiliano come maestro? 

Sono molto paziente e anche troppo buono e dovrei migliorarlo questo aspetto, bisogna essere più severi ma non ci riesco soprattutto quando i bambini sono molto piccoli, in genere hanno circa otto, undici anni ma ne ho avuto anche uno molto piccolo di quattro. È bello riconoscere in loro dei talenti ed è gratificante che tutto quello che si spiega viene da loro messo in atto”.

Ha mai avuto ripensamenti? 

Sì, solo che se mi fermo e ci penso mi chiedo ‘ma se non suonassi che cosa farei?’ la risposta è che si ritorna sempre dove si è stati bene, ed è questo il motivo per cui non mollo mai, anche nei momenti di maggiore stanchezza”.

È impegnato in qualche progetto attualmente? 

Sto suonando con una violinista e facciamo dei concerti a Capri, come in occasione della Notte dei Musei il 18 maggio, al Museo Cerio o a Villa Lysis circostanza che ha visto una rassegna di concerti organizzati da un’associazione. Recentemente invece sono stato vincitore del concorso Nazionale ‘Saverio Mercadante’ tenutosi a Napoli che ha richiesto una mia esibizione per venti minuti”. 

Da Capri a Napoli, passando per Sorrento, se le chiedessi dove si sente a casa? 

Dipende, diciamo che Sorrento è stata una breve parentesi legata al percorso di studi ed ero consapevole che non ci sarei rimasto per molto, mentre con Napoli ho un rapporto più viscerale dove oggi ho tanti amici ma soprattutto il mio lavoro. Ma è a Capri che ho lasciato la mia famiglia, i miei genitori e mia sorella Martina che da un anno mi ha dato la gioia di un nipotino, Enea. Detto questo posso trovare risposta alla sua domanda dicendo che ho il cuore diviso a metà”.

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