‘Capri, protagonisti di un’epoca’, a la campanina


All’esterno collocammo un bassorilievo in ceramica, opera di Milena Cottrau, raffigurante Nettuno tra due sirene che offrono garbatamente un ramo di corallo e una conchiglia che la mano dell’uomo accarezzerà con raffinato cesello e trasformerà in cameo prezioso o in soprammobile’.

Così in uno dei suoi undici libri scrive Alberto Federico fondatore, con sua moglie Lina, della storica gioielleria La Campanina situata nel cuore di Capri, a ridosso della piazzetta, nell’iconica Via Vittorio Emanuele che ha contato i passi delle più importanti celebrità e regnanti di tutto il mondo, vantando quindi una clientela internazionale. La gioielleria fu ideata dall’architetto napoletano Amicarelli e dall’ingegnere caprese Antonio Massimino, due grandi visionari. Il progetto, infatti, che all’epoca era molto ammirato fu anche molto criticato perché, a confronto, tutti gli altri negozi erano strutturati con poco entusiasmo, colori scuri, insomma, delle vere e proprie botteghe. In totale contrasto Amicarelli presentò il progetto del negozio con delle grandi aperture completandolo all’esterno con questo, oggi famosissimo e fotografato da tutti i turisti, bassorilievo in terracotta della scultrice Cottrau.

Sfogliando il libro ‘Capri protagonisti di un’epoca’ alla prima pagina troviamo una dedica, discreta ed essenziale: ai miei figli Mariolì, Olimpia e Filippo, ed è proprio Mariolì che nel ricordo di un tempo passato apre le porte di questo luogo ricco non solo di gioielli ma di tanta storia perché questo per lei non è soltanto uno spazio di lavoro ma anche di affetti.  – ‘Innumerevoli i turisti che, passeggiando, vengono rapiti dal colore blu di quest’opera che rappresenta l’allegoria del mare e dei suoi doni offerti per arricchire il fascino femminile, esibendo ai passanti, dopo anni di distanza, la sua finezza inalterata’ -. “Altre persone, con meno intuito, avrebbero scelto di utilizzare questo spazio per creare un’altra vetrina, – commenta Mariolì – loro invece hanno preferito abbellire l’isola, una scelta artistica e non solo, quindi, quella di dare qualcosa a Capri invece di prendere”. – ‘Era d’obbligo per il negozio differenziarsi da quelli esistenti con un lancio audace che imponesse un’innovazione di stile’. – “Per far realizzare questo bassorilievo in ceramica mio padre incontrò molte difficoltà, non ultima quella di portare a termine in cottura l’opera d’arte; non esistevano infatti in quel tempo dei forni che potessero ospitare una ceramica così grande ma, finalmente, sul suo cammino incontra Domenico Gentile, ceramista abruzzese che aveva un forno ad Anacapri e precisamente alle Boffe. Dopo tutto questo tempo si potrebbe anche pensare di fare dei cambiamenti, ma sarebbe un modo di porsi che va a distaccarsi da quelle che sono le leggi commerciali. Mio padre decise che anche i piani delle vetrine fossero realizzati da un artista, commissionandoli quindi a Laboccetta, illustratore italiano che a Parigi negli anni 20 e 30 occupa una posizione di primo piano all’interno del movimento Déco”. – ‘Negli anni ‘50 si trasferì a Capri realizzando opere di varia natura come il piano della vetrina centrale del mio negozio, La Campanina, assieme alla marchesa d’Ayala, con uno stile spinto e moderno. I colori, ispirati dal mare di Capri, furono quelli del lapislazzulo, maculato di bianco frammisto a polvere di oro puro, sul quale qualsiasi gioiello avrebbe avuto il giusto risalto. Quel piano ha sempre accolto e continua ad accogliere la nostra produzione vistosa ed elegante, ammirata dalla clientela mondiale dal 1950’

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