Nel cuore di Anacapri, lungo la passeggiata del centro storico nasceva, negli anni Venti del ‘900, una delle prime strutture legate all’ospitalità dell’isola azzurra, Casa Mariantonia. A raccontarci di questa, che è una storia di famiglia prima di tutto, è Marcello Pollio, oggi timoniere insieme ai due fratelli, Pierpaolo e Mariangela, ognuno indispensabile per il suo ruolo, e il cui impegno è quello di dare continuità in chiave contemporanea a ciò che è stato in passato iniziato. Sotto un cielo di limoni, Marcello, ci porta indietro nel tempo, raccontandoci della sua trisnonna Mariantonia, di sua nonna Geny’ e di sua madre Vivica. Un matriarcato quindi, tre donne e tre generazioni che, con tenacia, hanno costruito tutto questo che oggi è un vero progetto di famiglia in continua evoluzione. Memorabili personaggi ne hanno goduto l’accoglienza, da Moravia al principe Antonio De Curtis, in arte Totò, a cui la padrona di casa, la signora Mariantonia, era solita far assaggiare i piatti tipici della tradizione, come il pollo al mattone e, a fine pasto poi, offrire il limoncello da lei prodotto.
“Ho studiato a Milano economia aziendale lavorando in una multinazionale nel settore finanziario ma non ero pienamente soddisfatto, come se mi mancasse qualcosa, pensando ‘forse è il mare, forse mi manca il mare’. Così, mi sono trasferito a Genova per stare vicino al mare ma Genova non è Capri. Nel frattempo, qui si stava ripristinando casa Mariantonia, quella cioè che era l’attività di un’epoca, il sogno di mia madre Vivica; dagli anni 50 agli anni 2000 infatti la struttura era andata in disuso. Mia madre è stata visionaria, servendosi della professionalità di un architetto ma mettendoci tanto anche del suo essendo una donna di grande gusto, tanto che il restyling ancora oggi risulta essere fresco e contemporaneo”.
È rientrato quindi a Capri cambiando vita e cambiando anche lavoro seguendo quelle che erano le orme di famiglia?
“Si, anche se non è un lavoro che ci hanno tramandato in modo diretto, è stata saltata una generazione lasciandoci così una nostra impronta. Come tutte le attività familiari ci sono dei legami importanti che vincolano il progetto stesso e questo è un posto che accoglie anche pranzi familiari quindi per me è anche un posto dove trascorro momenti felici”.
Prima ha parlato del limoncello prodotto con i limoni del suo giardino.
“Mia nonna è stata la prima donna che ha guidato sull’isola, una mente pensante, sempre molto curata fino alla fine, mai un giorno di riposo, era la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene e la sera, nel suo ufficio doveva fare i conti, e fu proprio lei ad avere l’idea di commercializzare il limoncello, facendolo diventare un brand con un punto vendita nella zona da San Michele. L’attività è nata con uno stabilimento produttivo qui ad Anacapri e poi a Sorrento dove tutt’ora è seguita da mio zio Massimo”.
Lei è un imprenditore su più fronti, attigui a Casa Mariantonia, infatti, nel 2014 nasce la Vinoteca e nel 2016 il Ristorante La Zagara che ora sta implementando la creazione di una cantina. “Avendo da sempre la passione per il vino, l’enoteca è stata una scelta più che dovuta con un florilegio ricercato e un ventaglio di proposte che cambia ogni settimana e questa ricerca si sta consolidando con la creazione di una nuova cantina pensata come uno spazio fruibile al pubblico che potrà fare un percorso sensoriale passando anche per la nostra cucina selezionando la propria preferenza e degustandola o sotto i limoni o nella cantina stessa con un accompagnamento di formaggi e salumi di pregio. Tutto questo resta sempre in un contesto familiare in cui la nostra presenza è fondamentale come lo è quella dei nostri collaboratori e a pieno regime ne siamo circa quaranta. Il valore aggiunto che offriamo è il contatto diretto che gli ospiti possono avere con la proprietà, con la famiglia appunto”.
Per ristorante La Zagara invece?
“La Zagara si veste di questo nome perché siamo in un giardino di limoni e la zagara è il fiore degli agrumi. Abbiamo anche un orto, alcuni prodotti che serviamo sono a km zero ed è bello quando è la stagione dei pomodori, ad esempio, e i clienti scelgono il raccolto che verrà portato direttamente in tavola”.
Il sogno nel cassetto?
“Adoro viaggiare, ho vissuto in Sudamerica, ho fatto delle esperienze importanti in barca a vela attraversando l’oceano con degli amici e l’Argentina e la Patagonia in bicicletta, il mio sogno quindi è esportare all’estero il brand di famiglia, abbiamo avuto delle proposte ma non è facile tenere testa a Capri. Nonostante abbia dei parametri di confronto importanti, Capri riesce sempre e comunque a conclamarsi con la sua unica bellezza, dove ti giri trovi bellezza, paesaggi che lasciano senza fiato, ed io non ho mai trovato nulla di più bello”.