Elisa Anfuso è un’affermata artista siciliana che sta conquistando una solida reputazione nel settore per il suo stile a metà strada tra iperrealismo e surrealismo.
Il suo universo figurativo è popolato di figure femminili: creature trasognanti, adolescenti colte in pose ricercate, spesso teatrali, emblemi di malinconica bellezza immerse in paesaggi fiabeschi, velati e misteriosi.
Un mondo sospeso in una dimensione insolita, illogica, in cui il sogno vive dentro la realtà e la realtà dentro al sogno; come se l’immaginazione conducesse l’artista, e noi con lei, a viaggiare in mondi paralleli, in visioni che rifuggono spiegazioni razionali.
Profondamente affascinata dalla pittura fiamminga e rinascimentale, l’artista sintetizza tutte le sue esperienze in un linguaggio che unisce la leggerezza del segno dei pastelli alla pienezza della materia pittorica.
Attraverso vari tasselli, Elisa costruisce parti di un unico mosaico in cui le protagoniste sono giovani donne dai morbidi incarnati color alabastro, nate da una luce abbagliante e da un disegno dinamico e avvolgente; i loro corpi sono plasmati attraverso vividi giochi cromatici che li rendono simili a sculture di marmo.
Composizioni pittoriche, che appaiono come celebrazioni di armonia e di essenza vitale, in grado di sprigionare una magia onirica e al contempo reale.
Osservando queste tele si ha l’impressione di entrare in un mondo diverso, che nasce dall’abile fusione di sogno, nostalgia e tensione.
L’arte di Elisa Anfuso è la metafora di una ricerca di emozioni, memorie, tracce d’infanzia e di vita. Un viaggio concettuale, tecnico e visivo.
Una pittura di grande intensità lirica, in cui la precisione della realtà raffigurata si stempera in dolci atmosfere immaginarie.
Le sue protagoniste, colte nel momento in cui la veglia non è ancora sonno o viceversa, diventano quasi delle madonne che si stagliano, nel più tipico stile rinascimentale, su paesaggi velati dal vapore acqueo dell’alba.
Tra la realtà e la finzione, le algide protagoniste delle tele della Anfuso sono curate con dovizia di particolari in ogni aspetto: dagli abiti, carichi di pizzi e merletti, alle acconciature elaborate, dagli animaletti, agli oggetti, ai dolci, che paiono usciti fuori dalle pagine di una fiaba in continua evoluzione.
Dal 2013 l’artista catanese collabora con la Liquid Art System, dove ha conseguito, grazie al consenso del pubblico, l’attenzione e l’interesse di numerosi collezionisti nazionali e internazionali.
Nel 2023 è arrivata finalista al ModPortrait, concorso internazionale di ritratto, indetto dal MEAM (Museo Europeo di Arte Moderna) di Barcellona.
Nel 2019 ha esposto al Museo MA*GA di Gallarate con la mostra a cura di Angelo Crespi “Eyes Wide Shut”. Il titolo, che richiama quello dell’omonimo film di Stanley Kubrick, tratto a sua volta dalla novella “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, riflette proprio l’ambiguità di uno sguardo al contempo aperto e chiuso, simultaneamente rivolto verso l*esterno e verso l’interno.
Non è un caso che alcune delle donne ritratte appaiano bendate, o in ogni caso assorte, cieche verso il mondo esteriore, ma ben attente a guardarsi dentro sé stesse.