Chi non conosce Time Records, l’etichetta discografica indipendente che in oltre trent’anni ha segnato in modo indelebile la storia della musica in Italia e nel mondo. Come l’indissolubile legame con il suo fondatore e amministratore Giacomo Maiolini, che ha fatto di Brescia il suo quartier generale, pur girando il mondo per garantire la nascita dei brani più famosi, le hit internazionali e le collaborazioni con i nomi più importanti, da cui son fioccati premi e successi, idee e riconoscimenti mondiali, non a caso è l’unico discografico italiano ad essere stato per ben 4 volte al numero uno della classifica inglese. Un sogno diventato realtà e che oggi continua a sorprendere, dopo trentasette anni al vertice, evolvendosi e seguendo il cambiamento del mercato della musica, con l’entusiasmo, che è sempre rigorosamente quello degli inizi, come sottolinea Maiolini.
Mille interessi e tanta voglia di abbracciare la vita con tutte le sue pieghe, l’intensità e le variazioni, spaziando da progetti sociali, come Time to Love a Bali o Fondazione AIB a Brescia, fino al settore moda una novità di quest’anno che lo vede avvicinare al fashion system partecipando alla direzione creativa del brand Drhope. Il Drop Zero, incentrato sullo stretto legame tra vibes fashion e vibes dance, grazie alla collaborazione sinergica di Giacomo Maiolini, Pietro Terzini e Nicolas Garcia, direttore creativo di Drhope, è un risultato che vede le creazioni già richiestissime e presentate in pochi, selezionati high-end stores internazionali. Ma l’estate è anche un tempo per riposare o comunque per mettere in ordine le idee, come ci ha confessato Maiolini.
“L’estate è la stagione che preferisco. Amo il suono del mare, anche quella è musica per le mie orecchie abituate a selezionare continuamente possibili successi su cui scommettere. Nelle pause dal lavoro investo sui suoni della natura e la capacità che hanno di rigenerarmi”.
Perciò andiamo più a fondo e gli chiediamo: che tipo di vacanza si dedica chi come lei è sempre operativo sul successo che verrà, sarà una pausa al mare?
“La mia vacanza in genere è lontana. Dopo due anni tornerò a Bali, da 30 anni il mio luogo di rigenerazione fisica, mentale e anche spirituale”.
Qual è invece il suo legame con Capri? Da amante della bellezza sarà sicuramente tra i suoi luoghi del cuore.
“Quando dovevo immaginare un titolo per il remix del brano ‘Malattia’ ho immaginato subito una cartolina meravigliosa, quella di Capri, un’isola e uno stile che tutto il mondo ci invidia. Non potevo pensare ad uno scenario migliore: il mare di Capri all’ombra dei Faraglioni”.
Qui in Campania, soprattutto tra Napoli, Sorrento e Capri, la musica ha avuto da sempre e continua ad avere un ruolo fondamentale, come sarebbe stata la sua vita da uomo del Sud?
“A portarmi in Campania sempre più spesso è il suono delle percussioni, che ripropongo, il ritmo del cuore ed è quello che mi ha portato a Napoli. Una città in cui ho riscoperto il grande fermento culturale e sociale che mi affascina e mi coinvolge, una passione che ho scoperto, grazie a Ciccio Merolla, si canta come una malattia”.
Quanto è importante essere sensibili per capire e cercare bellezza? Può essere la base per avere successo?
“La sensibilità è del tutto personale così come il gusto, ma alle volte basta solo saper ascoltare. Io ora ascolto il mare con un orecchio e con l’altro sono sempre alla ricerca del prossimo successo, e non è detto che lo trovi sempre in Campania”.