Basta leggerne i progetti o osservare i lavori di Beniamino Di Fusco, per comprendere che non è solo un architetto, ma colui che fa coincidere l’essenza di una idea con la realizzazione pratica della stessa. Ovvero dove significato e significante coincidono, cosa non di facile realizzazione, tutt’altro, ma che si può vedere concretizzata in diversi lavori dell’architetto.
Due esempi tra tanti, sono indicativi, uno recentissimo, Elements, spazio cognitivo ed esperienziale, la hall dell’Hotel Continental, su via Partenope a Napoli, diventato locale immersivo, dal quale ammirare il Castel dell’Ovo e il mare della città. Un locale atipico reso esclusivo da Eoss Architettura, che ne ha curato il progetto architettonico ed esecutivo.
Qui Beniamino Di Fusco ha tratto ispirazione dalla tavola degli elementi di Mendeleev e ha reso il luogo come un laboratorio, con gli ambienti principali caratterizzati dall’attrezzatura a vista dove si elaborano gli ingredienti per i cocktail, mentre la sala di somministrazione ha originali tavoli con la struttura minimale che rimanda ai banchi di lavoro o di studio. Una esperienza da vivere, come anche la realtà di Pepe in Grani a Caiazzo, dove il lavoro dell’architetto non ha lasciato nulla al caso, anche se il tutto nel suo insieme così come si presenta, a volte appare sospeso o incompiuto.
Ma naturalmente è voluto e unico in quanto tale, dove oltre all’involucro architettonico, il design degli arredi è disegnato e realizzato espressamente per il luogo, declinando i vari ambienti, dalla Sala del Gusto, riservata alle degustazioni, alBelvedere con vista sul paesaggio, ai Tavoli del Silenzio, la Veranda e Authentica.
Come è riuscito a trasferire ad ogni oggetto un valore cosi pregnante?
“Qui il presente e il futuro si presentano completamente autonomi e sempre attuali, grazie a materiali e forme genuine, con un design moderno seppure sobrio, e al contempo innovativo. Il bancone di Authentica, è l’esempio in cui sono più gli elementi in meno che quelli che lo compongono, asciutto, pulito, illuminato e sospeso, ovvero l’essenza di Pepe in Grani.
Qui significato e significante sono in perfetto equilibrio, come un vestito a misura, che non teme le mode”.
Lo stesso si può dire per Elements, sebbene il progetto viaggi su altre linee?
“L’obiettivo è quello di presentare uno spazio cognitivo con le caratteristiche di un laboratorio, un allestimento in divenire che si completa con la presenza dei fruitori e degli operatori. Qui l’ambiente è fluido, fatto di materia e di luce, disegnato dalle linee del reticolato metallico sospeso e dalle superfici nude e cangianti che declinano i metalli della tavola periodica”.
Un lavoro filosofico oltre che architettonico, quali sono i luoghi che predilige per ricaricarsi dopo un anno di lavoro?
“Dopo un anno di lavoro mi rilasso in montagna dove riesco ad alternare momenti di relax con gli amici e la famiglia e a ritagliarmi il tempo per dedicarmi alle mie matite e al mio blocco di schizzi, che porto sempre con me. Ma prima mi dedico una puntata a Capri dove ho molti amici e molti ricordi, sia di lavori fatti che di momenti di svago”.
Qual è il luogo dell’isola al quale è legato maggiormente?
“Sono legato alla Scala Fenicia, dove condussi dei colleghi tedeschi, con i quali collaborai per un lavoro a Capri, e che ancora oggi mi ringraziano.
Qui la natura è sempre avvolgente dall’inizio alla fine e riserva continui scorci spettacolari verso le architetture tipiche dell’isola”.