Rosa De Simone, cresce tra le stoffe, i ricami e gli odori emanati dai tessuti nuovi riscaldati sotto il peso del ferro a vapore.
Il caftano ha origini persiane, una tunica dal gran valore che antichi monarchi regalavano in segno di distinzione e che con il tempo è stato importato in tutto il mondo. Oggi, con questi inconfondibili profumi impressi nella mente e con il suo marchio Kellè, la stilista ed imprenditrice napoletana apre la sua prima boutique nel cuore di Capri, mossa dalla passione per i caftani. Partiamo proprio da qui, come ha trasformato la sua passione in lavoro?
“Sin da piccola aiutavo mia madre e mia nonna nella realizzazione di meravigliose scarpe ed orditi fino a quando, sposandomi, ho tagliato il cordone familiare ed ho iniziato a fare la mamma. Per un periodo mi sono occupata di altro senza mai però allontanarmi totalmente da quella che è da sempre la mia passione e poi, due anni fa, ho aperto il mio brand dando vita alle mie creazioni”.
Perché Kellè, come ha pensato a questo nome?
“Trovare un nome che fosse distintivo è stato quasi naturale, la ‘K’ infatti sta per kaftan, ovvero caftano, mentre ‘Elle’, in francese significa donna. A concludere è un accento con la pretesa di sottolineare una provenienza, la mia, partenopea”.
Come prende vita l’idea che ha del caftano?
“Il kaftan prende vita attraverso una mia ricerca personale dei tessuti, utilizzo infatti solo sete italiane che scelgo con cura nella città per antonomasia della seta, Como la cui cultura serica risale al 1400. Credo di avergli dato un valore aggiunto poiché, le stoffe che utilizzo sono io a idearle con l’aiuto di un disegnatore che le consegue, su mie direttive. Il passaggio successivo è la realizzazione delle stesse nelle stamperie dove stampano a getto la seta. Il risultato per me è come se fossero dei grandi quadri, dei capolavori il cui valore è intrinseco già per il fatto che sono pezzi unici, esclusivi. Quella di quest’anno è la mia prima collezione e si chiama ‘Dreams’ il sogno appunto che avevo dentro e che sono finalmente riuscita a realizzare. Adoro i colori forti, allegri ma senza escludere quelli più tenui e tenendo sempre un occhio teso verso quelle che sono le tendenze del momento se non addirittura anticiparle riversando, quindi, la mia personalità eclettica in ogni fase di ogni creazione. Per la collezione del prossimo anno ci sarà una capsule dedicata a Capri”.
Perché ha scelto di realizzare proprio dei caftani? E perché Capri?
“Il caftano è un abito versatile, comodo e può essere indossato in ogni occasione, dalla spiaggia all’aperitivo ma anche ad una festa. L’ampiezza che lo caratterizza rivela un senso di libertà nascosto, è come se fosse una seconda pelle, è quasi come non averlo addosso. D’altronde Capri non è anche questo senso di libertà? Da imprenditrice le dico che Capri è una vetrina sul mondo, centro nevralgico di tutti i tempi e di tutte le mode, quindi quale luogo migliore per poter dare un’identità. Da donna invece, le dico che, ogni volta che metto piede su quest’isola respiro una magia particolare che non ritrovo da nessun’altra parte del mondo, motivo per cui da anni ho un rapporto d’amore con questa terra. Adoro l’Arco Naturale, che considero luogo incantato; in ogni angolo ho un ricordo che conservo gelosamente. Sono trent’anni che frequento l’isola e passeggiare è una delle attività che prediligo e quando ho la possibilità mi concedo delle piccole fughe capresi. Amo l’aspetto frivolo di cui si veste l’isola ma amo anche il suo lato più intimo e selvaggio, e ovunque vada c’è sempre un pezzetto di Capri che porto con me”.