Per me Capri è insostituibile

Renato Galli è un ingegnere napoletano con il cuore di un caprese, ha uno sguardo calmo e carico di un passato di chi ha vissuto con intensità le proprie scelte. Una vita, la sua, ricca di decisioni che ne hanno cambiato il corso ma delle quali non si è mai pentito. Gli studi, lo sport, la vita privata sono stati condotti sempre con grande rigore e a guardarlo, l’ingegnere Galli è proprio un uomo d’altri tempi. Nipote del noto costruttore Giovanni Galli grazie anche al quale, in una Napoli dei primi del 900, inizia a prendere forma il quartiere di Santa Lucia con la costruzione di alcuni palazzi. 

Ingegnere facciamo un tuffo nel tempo.

Abitavo nel quartiere di Santa Lucia, e nello specifico a via Nazario Sauro, questo significava che attraversavo la strada e andavo al circolo Rari Nantes a fare nuoto e pallanuoto e, a sedici anni, ho esordito in serie A con il ruolo di centroboa, e sono stato in seguito un probabile olimpico per le Olimpiadi del 1956 in Australia. Col senno di poi non parteciparvi se da un lato è stata una scelta, diciamo, ‘scellerata’, dall’altro lato è stata una cosa buona perché avrebbe cambiato tutto il corso della mia vita. Rinunciai fondamentalmente per motivi di studio, avevo infatti da poco iniziato l’Università, e se avessi continuato, avrei di sicuro vinto. Mi sono laureato in ingegneria aeronautica, invece, con il massimo dei voti; una grande soddisfazione comunque anche se di tutt’altro tipo. Iniziai a lavorare subito in proprio anche se il professore mi voleva all’interno dell’università, proposta che io rifiutai perché volevo percorrere altre strade. Nella vita ci troviamo continuamente sempre davanti a dei bivi e le decisioni che prendiamo ne determinano il corso”.

Il rapporto con sua moglie è stato sempre molto intenso.

“Quando ho conosciuto mia moglie, fu amore a prima vista. È stata una vita piena di gioie e di amarezze, e non per il nostro rapporto ma perchè abbiamo perso un figlio di diciannove anni a causa di un incidente automobilistico. Questa triste circostanza anzichè separarci, come avviene in molti casi, ci ha uniti ancora di più tenendoci legati fino a quando, cinque anni fa, si è spenta sette giorni dopo il nostro cinquantesimo anniversario di matrimonio”.

Con lo Yacht Club Capri ha un legame particolare. Lei è uno dei soci fondatori. Questa triste vicenda che riguarda suo figlio ha segnato sicuramente la sua vita e quella di sua moglie, ma ha comunque trovato un modo per mantenere vivo il suo ricordo istituendo il Trofeo Fabrizio Galli.

Qualche anno fa, presidente dello Yacht Club Capri era Massimo Massaccesi il quale mi invitò a diventare socio. Successivamente mi fece presente che aveva piacere di organizzare una gara di Optimist, ovvero un piccolo monoscafo dotato di una singola vela che viene utilizzato per l’introduzione alla pratica della vela. Con questa gara si andava ad istituire un Trofeo, in memoria di mio figlio Fabrizio venuto a mancare prematuramente. Nacque così il trofeo Galli ora alla settima edizione che, come per le precedenti, ha avuto un grandissimo successo”. 

Il suo rapporto con Capri?

“Capri la frequento da quando ero bambino con i miei genitori, poi con mia moglie, i miei figli e i miei nipoti. Mi piace venirci anche nelle belle giornate invernali, dove riesco a godermi un’isola discreta e silenziosa. La conosco come le mie tasche anche perché, fino a qualche anno fa, la mattina mi svegliavo presto e passeggiavo almeno per un ora, passeggiavo e mi innamoravo, di lei mi piace ogni cosa. Per me Capri è insostituibile”.

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