A vederla sembra quasi una delicatissima bambola di porcellana, la sua bellezza, negli occhi di chi la guarda, arriva come una meravigliosa giornata di sole, un viso dai lineamenti dolci, uno sguardo gentile e accurate movenze danno di lei un’immagine quasi eterea ed invece, dietro quegli occhioni blu mare, si cela un carattere deciso e forte. Ginta Biku, pseudonimo di Gintarė Kubiliūtė, sa esattamente quello che vuole e per ottenerlo è fermamente concentrata sui suoi obiettivi e non si concede distrazioni. Cittadina del mondo, madre lituana e padre sudafricano, ha vissuto in Svizzera fino ai diciotto anni dove ha frequentato il liceo. Ha continuato gli studi a Milano, frequentando contemporaneamente ingegneria del suono e scienze politiche. I suoi esordi lavorativi la vedono impegnata in giovanissima età nel mondo della moda, dodici anni appunto, quando ha prestato il suo volto per la campagna pubblicitaria Lee Jeans. Da quel momento non si è più fermata.
Come si è appassionata alla musica?
“Mi sono avvicinata al mondo della musica dopo aver lavorato in quello della moda; a quattordici anni mi sono iscritta, all’insaputa dei miei genitori, ad un concorso di bellezza in Svizzera, Miss Teenager che, a differenza degli altri concorsi di bellezza, dava la possibilità di esibirsi sul palco; non solo una semplice sfilata di moda quindi, ma una sorta di talent show: il mio primo tour musicale, facendo tappa in tutti i ventisei cantoni svizzeri”.
Con la musica ha vinto anche dei premi come quello di Castrocaro nel 2010. Quando arriva la televisione?
“Castrocaro è un piccolo sogno che si è avverato perché era un concorso a cui tenevo tantissimo, fa parte della storia della musica italiana e vincere il premio della critica è stato magnifico. Dopo Castrocaro nel 2012 ho firmato un contratto con la Rai per una trasmissione con Pippo Baudo; a seguire la proposta di lavorare per canale cinque nel programma ‘All Together Now’, in veste di giudice con Michelle Hunziker e J-AX”.
Il suo legame con Capri da quale ricordo è sigillato?
“A Capri ho fatto tante produzioni sia per la televisione sia musicali che video. L’ultimo è stato girato nelle calette di Marina Piccola con non poche difficoltà, dovendo portare li, sia l’attrezzatura professionale sia il team, con un paddle board con il rischio che una sola goccia di acqua salata avesse potuto rovinare tutti gli strumenti tecnologici, perché secondo noi lì c’era il tramonto giusto e la luce perfetta, è stato veramente indimenticabile. Un’esperienza molto selvaggia ed intensa, ed il risultato ha lasciato tutti a bocca aperta. Ci sono tantissimi posti segreti e nascosti dove ci si arriva solo via mare e che io ho avuto la fortuna di conoscere grazie al mio lavoro. Anche l’arco naturale visto alle prime luci dell’alba è uno spettacolo unico e se gli albori sono da godere immersi in questo quadro naturalistico, la piazzetta al tramonto invece ha un fascino senza eguali”.
Se dovesse descrivere Capri con una sola parola, Capri è…
“Tempo. Perché il tempo di Capri è unico. Qui il tempo si ferma come una grande magia. Capri ha una sua identità non solo per la sua bellezza e per la sua unicità, ma anche per quello che i capresi sono riusciti a creare e a fare negli anni.
Qui il campanile che scandisce il tempo ogni quarto d’ora, e poi ogni cinque minuti, è qualcosa di unico. Capri è un’isola che si vive ventiquattro ore al giorno, dove ogni momento resta unico ed indimenticabile. Qui il tempo non esiste, esiste il momento”.