Romanzi intensi di vite faticose

Chi non conosce la sua scrittura contemporanea, dagli ambienti veri, mai eccessivi, piuttosto familiari, come se raccontasse la fotografia della vita di persone frequentate. Riconoscibile per ognuno che, passo passo, si specchia e medita nelle sue storie. È Lorenzo Marone, autore introspettivo e i cui romanzi sono noti, sia a chi li ha letti sia a chi li ha guardati in tv o al cinema, perché tratti dalle sue pubblicazioni. Per citarne alcuni ‘Daria’ (La gru, 2012), ‘La tentazione di essere felici’ (Longanesi, 2015), ‘Novanta. Napoli in 90 storie vere ispirate alla Smorfia’ (Tullio Pironti, 2013), e poi ancora ‘Magari domani resto’ (Feltrinelli 2017), ‘Cara Napoli’ (Feltrinelli 2018) e ‘Tutto sarà perfetto’ (Feltrinelli, 2019). Quest’ultimo è ambientato a Procida, come l’autore ha dichiarato – “Cercavo un posto che rappresentasse l’isolamento, un’isola rude, cruda, spartana”

Una tipologia di luogo molto particolare, non lo avrebbe potuto ambientare a Capri? 

“No non credo che il romanzo avrebbe potuto essere ambientato a Capri soprattutto perché, nonostante la sua natura, non è affatto isolata”. 

Che tipo di storia ambienterebbe qui? 

“Se mai dovessi ambientare un romanzo a Capri, sarebbe una storia di certo invernale, mi affascina l’isola nuda, spoglia di turismo”. 

Preferisce i luoghi più semplici, riservati, con poca gente? 

“No al contrario, amo entrambi gli scenari, ma a Capri mi lega un rapporto affettivo speciale, è l’isola nella quale spesso festeggio l‘anniversario di matrimonio”. 

È anche un luogo dove viene ispirato? “Nell’immaginario collettivo uno scrittore cerca luoghi ameni, in cui dedicarsi alla scrittura e nonostante il suo clamore, la sua vita mondana, Capri sa essere anche molto silenziosa e dai luoghi riservati”. 

L’ha mai vissuta così o rappresenta un suo desiderio? 

In realtà nel mio immaginario non la lego alla scrittura, anche se so bene che esistono luoghi solitari, selvaggi e bellissimi dell’isola”. 

E cosa ci dice della descrizione dei suoi personaggi, è sempre molto introspettiva, le piace indagare l’animo umano?

“Mi piace parlare dell’individuo e del suo muoversi nell’ambiente, delle relazioni umane che intreccia, del suo stare al mondo, sempre faticosamente”. 

Cosa possono aspettarsi i suoi lettori? A cosa sta lavorando? 

“La prossima sarà una storia di amore, poi successivamente tornerò con una sorpresa”

Una sorpresa appunto, come quando si incontra per le strade di Capri, dove Marone torna spesso. Napoletano convinto, tutt’ora vive nella città partenopea con la moglie Flavia e il suo inseparabile bassotto; ha una storia come quelle raccontate dalla sua penna, semplice e reale. Prima avvocato, poi impiegato non del tutto soddisfatto e poi scrittore di successo. 

Di sé stesso racconta come meglio sa fare e con sana ironia:

“Amo i cani e tutti gli animali, corro tre volte a settimana, ascolto musica in ogni momento del giorno, soprattutto di gruppi rock italiani semisconosciuti, leggo la sera a letto, in genere testi di autori contemporanei, ho difficoltà a lasciare un romanzo a metà, sono molto freddoloso, adoro il cinema e le persone curiose, mi fanno paura i ragni, e per prendere l’aereo mi devo imbottire di calmanti. Preferisco la birra al vino, il salato al dolce, il cioccolato fondente a quello al latte, e i cattivi rispetto ai finti buoni. Mi piacerebbe saper cucinare, ma sono una frana, come in ogni attività manuale. Però so farmi scrocchiare la schiena con un solo movimento”.

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